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Introspezione 20 febbraio 2010 · lettura 1 min · 2744 letture

Coscienza

Clara Gismondi 737 poesie pubblicate
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Sono formule le parole che mi conducono, pensieri da staccar a morsi per rimirarne la lucentezza sotto la crosta di tanto sbraitare. E si frantumano i rimorsi, un gran boato riempie l'aria, la percuote. Disaggregati vagano inerti, spazzatura dell'anima. Ripiegati come fazzoletti suoni indistinti, ormai liberi dalla polvere, diventano mute profezie del tempo.
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Clara Gismondi
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Commenti (9)

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Giorgio Lavino20 febbraio 2010

L'anima si guarda dentro. Si scruta e vede i rimorsi che vagano inerti, sua spazzatura. E desidera solo la lucentezza dei pensieri. Versi ricercati con metafore che suscitano l'appetito della riflessione. Bella davvero

Aldo Bilato20 febbraio 2010

"Pensieri da staccare a morsi, vanno a frantumare i rimorsi" Che metafore! Che magnifica poesia. Fiocco. cià.

Barbara Rossi20 febbraio 2010

Non è semplice spiegare a parole il tormento dell'anima, Tu ci sei riuscita benissimo. Poesia nella quale si rispecchiano le mie emozioni.

Silvia De Angelis20 febbraio 2010

Guardar dentro se stessi... cosa non facile... si percepiscono sensazioni veriagate, che molto fanno riflettere e, a volte, in modo ombroso Lirica piaciuta

Kiaraluna20 febbraio 2010

Rimorsi, spazzatura dell'anima... che grandiosa descrizione, calzante e vera. Un percorso di riordinamento dell'anima, spazzando via gli errori costati cari. Profonda e diretta, apprezzata e condivisa.

Francesco Scolaro20 febbraio 2010

Sapersi sbarazzare della "spazzatura" che si accumula inevitabilmente nella nostra coscienza nascomndendosi sotto la crosta non è cosa facile, solo le persone di grande levatura morale sono in grado di farlo con tanta detrminazione. Versi molto curati, di alto profilo.

Daniela Pacelli20 febbraio 2010

"le parole sono formule, pensieri da staccare a morsi". Mi piace lo stile di questa brava autrice che fa dei suoi versi una tavola da imbandire di riflessioni calzanti e intense profumate di emozioni e bravura. Applausi, in questa poesia il disagio interno è proposto come fosse un dipinto... "ripiegati come fazzoletti suoni indistinti, ormai liberi dalla polvere"

Nemesis Marina Perozzi20 febbraio 2010

Ho pensato di affondare i denti in uno di quei pensieri, per scoprirne il ripieno. Poi mi sono accorta di qualcosa che non mi piaceva, come quando si toglie l'uvetta dal panettone perché al nostro palato ha un sapore acidulo. Fuor di metafora, a volte è necessario far pulizia nella nostra coscienza, togliendo i rimorsi inutili, che non meritano il nostro dolore, che appesantiscono la nostra mente e non hanno più ragione di continuare a navigare nelle acque del nostro mare interiore.

D
Dalassa20 febbraio 2010

E' un'elaborazione ed un'autoanalisi ben delineata. La riflessione è il mezzo che abbiamo per far luce sui disagi interiori che il tempo rafforza se non affrontati e compresi. Non c'è niente di più scabroso di un rimorso in cui le colpe che lo hanno generato pesano come macigni. Noi siamo i migliori terapisti di noi stessi, quando abbiamo la capacità di perdonarci ed accettare gli errori comessi e solo così potranno essere ripiegati come fazzoletti e messi da parte per ricordarci di non ripeterli. Grandiose metafore.