Raddrizzatore di chiodi
Commenti (5)
Poesia che mi ha fortemente colpito, interessante e lievemente ironica... Davvero davvero bella. La conservo...
bellissima... si fonde tra passato e presente... si fonde con l'anima dei folli, l'aggiustatore di chiodi... si fonde con i crocifissi del nostro tempo... quelli che portiamo sulla schiena senza chiodi... si fonde con "la protesta del L'Aquila"... si fonde tra storia e poesia... e ancora il tono ribelle di chi crea nuove metafore ingoia il lettore"nella sua pianura delle serpi e delle conche".
Il matto mi ricorda personaggi della letteratura o della canzone ben noti ma non voglio far confronti. La tua storia è talmente vera da far male. In questo secolo a essere considerati matti e visionari siamo tutti visto che ci dicono che sogniamo e quello che pensiamo è tutto falso. Inoltre c'è sempre qualcuno che sta sopra a qualcun altro e a lui va demandata la colpa, insomma la colpa non è di nessuno. Ma qualcuno sta male e non sa con chi prendersela. Il matto può parlare, intanto è matto. Mi fa venire i brividi se ci penso. La tua poesia è sconvolgente non solo per quello che dice ma per lo stile insuperabile usato!
Veramente interessante questo tuo modo di scrivere, ti ricordo nei racconti nei quali avevi davvero una fantasia particolare e speciale. Bella questa interpretazione
"Stupido è chi lo stupido fa" e di furbi in sto paese che ci "fanno", ne abbiamo pieni i "cabisisi". Ma loro stanno sopra, sopra ogni regola ed ogni potere istituzionale e mangiano caviale... A noi e all'istituzione di turno, minestrina. Io sono matto, ma i chiodi non li pulisco più, perche verrà il giorno che glieli pianto con convinzione e gli faranno infezione... cià.




