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Ribellione 22 febbraio 2010 · lettura 1 min · 4492 letture

Raddrizzatore di chiodi

Hariseldom 1264 poesie pubblicate
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Faccio il raddrizzatore di chiodi, li prendo dalle travi, li pulisco poi li lucido, così sembrano nuovi i chiodi, si quelli che aggiusto. La gente dice che sono matto, forse hanno ragione, quando li tolgo dalle travi sotto le menzogne di un terremoto finisce che qualcuno rischia di farsi male, ma non importa è il mio lavoro estirpo e sudo poi li lucido per venderli come nuovi. C'è un magistrato che mangia con me minestrina, mi racconta di come si senta lui che rischia la pelle per quei cartoni di lamiera, mi dice dei suoi figli, di sua moglie e della sua amante, ama tutti indistintamente io non giudico, lui si, ma è onesto. Gli ho regalato una scatola di chiodi, ma non ha un crocifisso forse solo una croce sulle spalle quel magistrato, per colpa di chi è sopra, di chi non paga, già io sono matto, raddrizzo chiodi e mangio minestrina sotto una tenda, io l'ultimo folle della pianura delle serpi e delle conche.
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Commenti (5)

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Simone Bello22 febbraio 2010

Poesia che mi ha fortemente colpito, interessante e lievemente ironica... Davvero davvero bella. La conservo...

Giorgia Spurio22 febbraio 2010

bellissima... si fonde tra passato e presente... si fonde con l'anima dei folli, l'aggiustatore di chiodi... si fonde con i crocifissi del nostro tempo... quelli che portiamo sulla schiena senza chiodi... si fonde con "la protesta del L'Aquila"... si fonde tra storia e poesia... e ancora il tono ribelle di chi crea nuove metafore ingoia il lettore"nella sua pianura delle serpi e delle conche".

Clara Gismondi22 febbraio 2010

Il matto mi ricorda personaggi della letteratura o della canzone ben noti ma non voglio far confronti. La tua storia è talmente vera da far male. In questo secolo a essere considerati matti e visionari siamo tutti visto che ci dicono che sogniamo e quello che pensiamo è tutto falso. Inoltre c'è sempre qualcuno che sta sopra a qualcun altro e a lui va demandata la colpa, insomma la colpa non è di nessuno. Ma qualcuno sta male e non sa con chi prendersela. Il matto può parlare, intanto è matto. Mi fa venire i brividi se ci penso. La tua poesia è sconvolgente non solo per quello che dice ma per lo stile insuperabile usato!

M

Veramente interessante questo tuo modo di scrivere, ti ricordo nei racconti nei quali avevi davvero una fantasia particolare e speciale. Bella questa interpretazione

Aldo Bilato22 febbraio 2010

"Stupido è chi lo stupido fa" e di furbi in sto paese che ci "fanno", ne abbiamo pieni i "cabisisi". Ma loro stanno sopra, sopra ogni regola ed ogni potere istituzionale e mangiano caviale... A noi e all'istituzione di turno, minestrina. Io sono matto, ma i chiodi non li pulisco più, perche verrà il giorno che glieli pianto con convinzione e gli faranno infezione... cià.