Parole rapite
Parlami poeta
della tua natura,
dimmi dove trovi
le parole,
le trovi a grappolo
sui muri,
o come foglie nuove
a primavera?
Come riesci a farle tue,
a cesellarne la prigione,
a vincerle, piegarle
e rivoltarle e farne
passione
Come vorrei avere
Il tuo estro,
sapere raccontare
quello che fugge e cosa
resta,
il tempo, il vento,
il mare,
i tramonti vissuti, tanti,
e le strade per ricominciare,
di un amico ritrovato,
o un davanzale
che canta al sole
Dimmi poeta,
cosa posso fare,
per rapire
le tue parole?
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Commenti (3)
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Anna Maria Obadon24 febbraio 2010
Chiaro esempio di un poeta che non ha bisogno di rapire parole o concetti ad altri perché ne ha da vendere! Bellissima anche questa poesia forse un po' troppo ornata di modestia.
Clodiaf090424 febbraio 2010
Una bellissima invocazione al poeta e quindi a se stesso.
Antonio Biancolillo24 febbraio 2010
...parole che solo un poeta sa produrre... Tu Poeta che la realtà non sa chi sei o se in quei versi nascondi il tuo pianto doni un falso sorriso ... Emozioni... mai più potrai ritrovarle se non rileggerle... e rileggendoti... potrai rapire le tue parole... Apprezzata...


