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Fantasia 25 febbraio 2010 · lettura 1 min · 2628 letture

Le città del domani

Clara Gismondi 737 poesie pubblicate
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Grandi città intossicate tossiscono, overdose da fumi e liquami. Fontane malate non zampillano più, assistono impotenti ai lanci di tipi sgangherati come lattine ritorte che si tuffano allucinati, pensando di essere immortali. Rantolii abulici si perdono nei vicoli o sugli autobus, ombre richiamano la notte. Nessuno osa mostrare vitalità in superficie. Ormai si vive nei sotterranei: lì ci si può scambiare un sorriso uno sguardo diretto una stretta di mano. E si torna a casa ancora vivi. Non bisogna farsi rubare l'anima!
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Il quadro, di Picasso, si intitola "Ombre della notte" (a gentile richiesta).

L'autore
Clara Gismondi
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Commenti (11)

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Nemesis Marina Perozzi25 febbraio 2010

Purtroppo questa non è una visione del futuro, ma il tragico presente. Quache tempo fa, sono emersa in superficie, per rivedere, almeno una volta ancora, la mia città dal trentunesimo piano. Ho chiuso gli occhi e ho pianto.

Aldo Bilato25 febbraio 2010

Sorellina, sei una favola. Sembra il passaggio di un racconto di P. Dick... purtroppo quella era fantascienza, qui si parla dell'oggi, per altro con una maestria di metafora che è solo tua. Bellissima. cià.

Pino Tota25 febbraio 2010

non bisogna farsi rubare l'anima... la chiusa perfetta per questa poesia denuncia che esprime una realtà drammatica della nostra esistenza. Molto bella.

Kiaraluna25 febbraio 2010

Una fantasia che sarà presto realtà,perché l'uomo ha perso il controllo di sè e la natura si riprenderà il trono, com'è giusto che sia. L'unica cosa davvero nostra è l'anima... cerchiamo di non buttarla via. Una riflessione da encomio, immensamente apprezzata.

Silvia De Angelis25 febbraio 2010

Ormai le grandi città non riservano quasi più lati positivi... il degrado è molto forte e la maggior parte delle persone se ne sta rintanata nel proprio angolo... Lirica condivisa molto piaciuta

Daniela Pacelli25 febbraio 2010

Il tossire delle città intossicate da benissimo l'idea di come sta vivendo la nostra società ...in cui si può vivere solo in sotterraneo... lì i sorrisi si possono scambiare... qui invece ognuno preso dal proprio egoismo ci si dimentica dei valori più veri, il rispetto verso gli altri. Molto bella, complimenti come sempre

D
Dalassa25 febbraio 2010

Condivido tutto anche se trovo l'argomento molto attuale e poco di fantasia. La gentaccia di ogni fazione politica che ci ha governato fino ad ora è colpevole dello scempio delle città e della nostra vita come abitanti. Credo sia il momento di capire cosa va in rovina e soprattutto cominciare ad imputare le colpe a chi di dovere, solo la vera informazione, se ben acquisita muove le conscenze. Non devono rubarci l'anima! Ben scritta.

Giorgia Spurio25 febbraio 2010

e tra le fogne l'anima ha ancora la luce! forte e la sento gridare... è una poesia che "vomita" urlando... con metafore di grande impatto fino alla speranza ultima. bella

Giorgio Lavino25 febbraio 2010

Il canto di un mondo sta morendo. E che fa finta di non accorgersi. Ma anche un urlo di disperazione. Originale che si distingue molto in un tema molto attuale. La penultima strofa mi è piaciuta un mondo. E si torna a casa vivi. Ma feriti. Aggiungerei. Bellissima lirica

Clodiaf090425 febbraio 2010

La città che ci uccide, alla quale bisogna sfuggire... Condivisa in pieno e apprezzata, come sempre.

Fabrizio Diotallevi26 febbraio 2010

non gbisogna farsi rubare l'anima, ma a questa tentazione, in tanti piacevolmente soccombono, il degrado e lo scempio è sotto gli occhi di ogni persona dotata di un minimo di raziocinio. Poesia assolutamente condivisa, riflessione profonda che ti fa onore come poetessa e come donna