La mancia del condannato
Profuma di fosso
il vento,
e d'aria il dopobarba
Sono nudo
su un tappeto d'acciaio
e ascolto il treno
col suo fischio moderno
Guardo la vita,
un cruciverba di luci
e voci, quasi lontane,
c'è un aquilone
e le ginocchia sbucciate,
gli occhi scuri
d'una ragazza in verde
Una calda coperta
entra le vene,
mi allontano
senza prendere il resto
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Commenti (1)
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Aldo Bilato4 marzo 2010
non c'ho capito un cazzo, sincero... ma versi e metafore mi sono piaciute un casino. Applausi. cià.
