L'anticamera
Alfredo Mercutello
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lasciato ho, spazio all'immaginazione...
pur se funesta pervadeva l'ira, ovunque
si posasse, per un contatto fugace
a pelle ritmato, battito asincrono
mischiato unguenti dai nauseabondi odori
cosicché, ogni spirito posasse inerme
al suo destino atrocemente fallace
ogni menzogna avidamente protratta nel tempo
stuprato ogni ben che minimo senso del pudore
accartocciato, dismesso, traslucido ricordo
su un'anima rigata e corrosa da eventi deleteri
dopo anni, di viltà ostentata, sotto forme di bontà inopportune
inopportuno ecco...
mi sento...
inopportuno!
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