"Il cane"
Ma ti ricordi quella stanza
l'amore fatto sopra una pelliccia
che tu chiamavi "il cane"
della passione che ci corrompeva
e del sangue che urlava forte
Io l'ho qui vivo nel sogno
quel ricordo
lo cullo fresco come fosse bimbo
t'accarezzo con lo sguardo
e ti rivedo com'eri allora
Il nostro non'è stato cigno
ma ali di gabbiano e vento forte
un mare calmo e inutili tempeste
cuore che rincorre e si riprende
Sai, io cerco in quello sguardo
una fuggevole occasione
il ritornare del gusto e dell'inganno
e dell'intramontabile passione
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Commenti (1)
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Nemesis Marina Perozzi7 marzo 2010
In fondo i ricordi sono fatti proprio di tanti piccoli particolari: un oggetto, una pelliccia, un profumo, un colore... Basta davvero tanto poco, per ritrovar il "luogo" di un amore...
