Improvvisazione n. 43, "La memoria"
Ed ecco, ripetiamo le nostre giornate del ricordo,
giornate della memoria.
Tra falsità e codardo pentimento,
nascondendo i chiodi della croce,
dietro vestiti di velluto.
Ed ecco immagini, flash, che scorrono,
senza alcuna ancora.
Appaiono e riscompaiono,
nell'orrido vortice dell'oblio.
E come un vecchio pazzo,
il mondo dimentica,
dimentica anche la sua stessa demenza.
Si crogiola come un folle,
tra illusioni di verdi colline.
Dentro grigi muri di manicomio.
Sevizia della memoria,
sventolata al mondo,
salvapassare per la civiltà.
L'accartocciato ticket in mano,
varchiamo felici la soglia dell'oblio,
correndo estasiati verso l'abisso.
Tanto ci basta.
Tanto, ci basta...
E il vecchio pazzo danza folle,
in preda all'ebrezza, solo.
L'alcol che scaccia i suoi dèmoni.
Demoni che narrano di nuovi olocausti,
non appena tornerà a mordere la fame,
non appena un altro pazzo troverà semplici vittime al sacrificio,
non appena lo stomaco tornerà più forte della mente.
Il vecchio pazzo balla, e canta di evoluzione.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!