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Riflessioni 10 marzo 2010 · lettura 1 min · 2676 letture

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Clara Gismondi 737 poesie pubblicate
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Parole non dette come fantasmi silenziosi viaggiano ora altri luoghi. Il mistero è vuoto che rimane e si infila nel pensiero duettando con il cuore. Nuvole, come coltri ormai logore, li avvolgono finché, troppo strette, vanno a diradarsi lasciandomi sterile spettatrice dei miei "perché".
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Clara Gismondi
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Commenti (12)

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Silvia De Angelis10 marzo 2010

Incomprensibili e sottili dubbi s'insinuano nella mente, lasciando spazio ad insolute domande... Lirica molto piaciuta

Maria Grazia Vai10 marzo 2010

...è anche vero che alcune risposte le abbiamo già assimilate, comprese ancor prima di porci le domende... questo vale per tutte quelle cose che fanno parte del nostro piccolo bagaglio personale e soggettivo di certezze assolute... Credo anche che non si è mai spettatori passivi, o sterili come dici tu... perché osservarci dentro è già "movimento" e da quel movimento prenderanno vita altre parole, altre domande, nuove o vecchie risposte che siano... o forse nuove orecchie per ascoltarci. Così mi è piaciuto leggerla... ispiratissima da questa tua ennesima perla di vita che hai saputo regalarci (regalarmi)

Salvatore Ferranti10 marzo 2010

credo che nella vita, a volte, sia giusto anche tacere. delle parole non dette potremmo parlare all'infinito, anche perché non sono mai esistite. si potrebbe parlare di intenzioni, di forze invisibili che si scontrano ma mai si affrontano... poesia che porta ad una severa riflessione sulla nostra vita, e sui comportamenti di ogni giorno. applausi all'autrice.

Francesco Scolaro10 marzo 2010

Le parole non dette sono pensieri non espressi che rimangono a volteggiare avvolte nel mistero; quando s'addensano corre il rischio che precipitano se non arriva un soffio di vento per diradarle... Trovo questa riflessione molto intensa e profonda. Piaciuta.

Pino Tota10 marzo 2010

Quanti pensieri e quante parole restano sotterrati nella cantina della nostra anima e quante volte ci rammarichiamo per non avere avuto il coraggio o la volontà di esprimere i nostri sentimenti. Sono dubbi che ci assillano spesso ma servono indubbiamente a conoscerci meglio. Bellissima e piaciuta tanto.

Aldo Bilato10 marzo 2010

Mi sembra, con questa tua, di ascoltare per l'ennesima volta i miei pensieri e uno stato d'animo, che ultimamente, mi ha preso a morsi l'anima... il dubbio, le domande irrisolte e l'abitudine di omettere di alcune persone... diventa un tarlo, specie se qualcosa ci lega ancora all'irrisolto. Bellissima sorellina. cià.

Moreno il Duca10 marzo 2010

lirica che porta il lettore a sciogliere dei dubbi praticamente impossibili da risolvere nonostante la molteplicità di domande che si pone, brava complimenti

Barbara Rossi10 marzo 2010

Spesspo i rapporti sono governati da incomprensioni e silenzi... e restano i perché a torturare l'anima. Molto intensa, complimenti!

La parola "perché" è tra le preferite dai bambini. A quell'età vorrebbero assorbire il mondo intero, la loro sete di conoscenza è infinita. Poi, crescendo, incominciano a non ricevere risposte: prima dalla famiglia, poi dalla scuola, poi dai primi rapporti con gli altri... A poco a poco l'entusiasmo si spegne, quella domanda sempre più raramente pronunciata... Ogni adulto conserva gelosamente nel cassetto uno scrigno colmo di tutti i perché senza risposta.

D
Dalassa10 marzo 2010

Le parole non dette possono rappresentare dei rimpianti nel momento in cui pesa la ricerca delle motivazioni. Si tende maggiormente a perdonare gli altri e non sè stessi... e i "perché" sono compagni di un cammino tortuoso ma che insegnano a praticare col tempo l'auto tolleranza. Questo é il mio pensiero. Mi é piaciuta immensamente.

Daniela Pacelli10 marzo 2010

Le parole non dette come fantasmi silenziosi viaggiano ora altri luoghi. Ciò che non viene detto rimane nel groppo e serra la gola nel rimpianti di aver lasciato lì quelle parole che ora pesano. Ho trovato molto bella questa lirica in una stesura fantastica

Rita Minniti11 marzo 2010

Di forte impatto emotivo è questa poesia, dal verso espressivo ed elegante, dove l'autrice riesce a coinvolgere il lettore in una sua profonda riflessione. Un pensiero che corrode la mente, quello delle "parole non dette", mai riuscite a pronunciare e per le quali, anche le risposte ai tanti perché, non sono state evase. Dubbi che sconvolgono l'anima e che"come fantasmi silenziosi/viaggiano..." chissà per dove, oramai persi in chissà quali meandri dell'anima. E il pensiero allora è lì a pensare, a dannarsi cercando una risposta che, spesso, resta insoluta, facendo a pugni con con un cuore che langue. E più si tace, più le parole si avvolgono di buio, più non si riescono a pronunciare e più è difficile esporle, mentre i perché corrodono la mente e si intensificano senza trovare quelle risposte che potrebero far star bene. Deliziosa è la stesura di questi versi, così incisivamente efficaci, nonostante, la malincoia che li avvolge.