Strani frutti

Commenti (13)
Mamma mia sorellina... cos'ha partorito quella tua testolina... questa sarebbe da appendere a lettere cubitali all'ONU! complimenti... versi eccelsi e significati a iosa... segnalazione e fiocco d'obbligo. cià
Viviamo in una società globale che però lo è soltanto a parole, seguendo la logica del profitto. Falsa ed ipocrita accoglienza, dei diversi di ogni cultura; si chiama "inclusione", la non integrazione del diversamente abile... Intanto la mia mente va al ricordo di quella casa di ringhiera della mia infanzia, dove andavo a trovare la nonna... Porto di mare, schiamazzi, risate, dove c'era davvero la gioia nel cuore.
Un guardarsi dentro e intorno... mentre tutti ci sentiamo stranieri dove abbaimo le radici... non c'è più amore ad irrorarle. Stupenda, profondo inchino.
un tema affrontato con magistrale raffinatezza di penna. toccano le corde del cuore questi versi, e mi unisco al Bilato, per evidenziare ancora questa poesia che dovrebbe essere testimonial d'una campagna pubblicitaria per ripartire da zero, visto che siamo ormai tutti stranieri nella nostra setssa terra. brava clara
si potrebbero riempire volumi con le storie che dimostrano quanto è assurdo questo mondo, quanto è superficiale, quanto è banale... questa poesia mette in mostra la realtà, senza fronzoli, senza ipocrisie. versi d'un intelligenza unica.
Certo, l'impatto è forte quando si hanno ancora nella mente ricordi di vita semplice di gaiezza e di risate di bimbi. L'impatto è forte perché oggi il mondo ci appare carico di ingiustizie e soprusi, senza prospettive per il futuro. Grande "penna", complimenti.
Aleggiano stupendi sentimenti in questa poesia. Nostalgia del passato e la malinconia del presente si mescolano passando per l'amaro della vita. Clara sempre stupende le tue poesie.
Purtroppo la storia dell'uomo continua a ripetersi all'infinito e le tragiche sciagure del passato non sono servite né da esempio né da insegnamento. L'uomo continuerà a sbranarsi e ad uccidere il più debole sotto l'egida dell'egoismo e della prevaricazione. Anzi sembra che la globalizzazione favorisca sempre più la divisione e separazione tra i popoli. Poesia denuncia molto bella e da applausi.
Siamo stranieri in terra straniera, ormai credo che molti di noi si sentano così. Società globalizzata che per arrivare al massimo del profitto, ha dimenticato la cosa più importante: il rispetto per la vita. E' davvero un controsenso, ma è quello che abbiamo sotto gli occhi giornalmente. Non rispettando l'altro, lo straniero, il "diverso", non rispettiamo nemmeno noi stessi. E la nostalgia di quel passato fatto di cose semplici e genuine è davvero tanta... Eccellente questa poesia nella riflessione e nell'espressione.
Ma perché il tempo non é in grado di far progredire un'umanità che di umano non ha più nulla... solo tutti surrogati di giustizia! E' grande questa poesia. Immensa.
Mi ha ricordato la stessa tensione sociale e l'amore verso l'infanzia di Ada Negri... Molto bella.
Figli di un Dio minore... versi di grande sensibilità!Applausi! Inchini!
La giustizia, spesso, è solo un'utopia... si tracorre un'intera vita a volerla rincorrere ma no la si trova quasi mai... soprattutto se si vive la condizione di clandestino, di oppresso, di vilipeso dal mondo senza alcuna difesa dai soprusi, dalle violenze, dalle sofferenze... uno spiritual del cuore che lascia veramente molto colpiti... APPREZZATA IMMENSAMENTE... PLAUSI infiniti.












