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Sociale 11 marzo 2010 · lettura 1 min · 2549 letture

Strani frutti

Clara Gismondi 737 poesie pubblicate
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Strani frutti l'albero della morte porta con sé. Hanno un colore sbiadito, un sapore di sangue rinsecchito. Nessuno impara a vivere o a morire così. Io non ho capito, non posso, clandestini in una terra che non li vuole che troppo spesso dimentica i suoi figli. Eppure vivo del ricordo di vite semplici, coro di risate, bambini a frotte, umile servizio. Ne sento il passo a voler calcare le impronte lasciate invano, a chiedere giustizia.
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Commenti (13)

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Aldo Bilato11 marzo 2010

Mamma mia sorellina... cos'ha partorito quella tua testolina... questa sarebbe da appendere a lettere cubitali all'ONU! complimenti... versi eccelsi e significati a iosa... segnalazione e fiocco d'obbligo. cià

Viviamo in una società globale che però lo è soltanto a parole, seguendo la logica del profitto. Falsa ed ipocrita accoglienza, dei diversi di ogni cultura; si chiama "inclusione", la non integrazione del diversamente abile... Intanto la mia mente va al ricordo di quella casa di ringhiera della mia infanzia, dove andavo a trovare la nonna... Porto di mare, schiamazzi, risate, dove c'era davvero la gioia nel cuore.

Kiaraluna11 marzo 2010

Un guardarsi dentro e intorno... mentre tutti ci sentiamo stranieri dove abbaimo le radici... non c'è più amore ad irrorarle. Stupenda, profondo inchino.

claudia cafagna11 marzo 2010

un tema affrontato con magistrale raffinatezza di penna. toccano le corde del cuore questi versi, e mi unisco al Bilato, per evidenziare ancora questa poesia che dovrebbe essere testimonial d'una campagna pubblicitaria per ripartire da zero, visto che siamo ormai tutti stranieri nella nostra setssa terra. brava clara

Salvatore Ferranti11 marzo 2010

si potrebbero riempire volumi con le storie che dimostrano quanto è assurdo questo mondo, quanto è superficiale, quanto è banale... questa poesia mette in mostra la realtà, senza fronzoli, senza ipocrisie. versi d'un intelligenza unica.

Francesco Scolaro11 marzo 2010

Certo, l'impatto è forte quando si hanno ancora nella mente ricordi di vita semplice di gaiezza e di risate di bimbi. L'impatto è forte perché oggi il mondo ci appare carico di ingiustizie e soprusi, senza prospettive per il futuro. Grande "penna", complimenti.

Giorgio Lavino11 marzo 2010

Aleggiano stupendi sentimenti in questa poesia. Nostalgia del passato e la malinconia del presente si mescolano passando per l'amaro della vita. Clara sempre stupende le tue poesie.

Pino Tota11 marzo 2010

Purtroppo la storia dell'uomo continua a ripetersi all'infinito e le tragiche sciagure del passato non sono servite né da esempio né da insegnamento. L'uomo continuerà a sbranarsi e ad uccidere il più debole sotto l'egida dell'egoismo e della prevaricazione. Anzi sembra che la globalizzazione favorisca sempre più la divisione e separazione tra i popoli. Poesia denuncia molto bella e da applausi.

Rossella Gallucci11 marzo 2010

Siamo stranieri in terra straniera, ormai credo che molti di noi si sentano così. Società globalizzata che per arrivare al massimo del profitto, ha dimenticato la cosa più importante: il rispetto per la vita. E' davvero un controsenso, ma è quello che abbiamo sotto gli occhi giornalmente. Non rispettando l'altro, lo straniero, il "diverso", non rispettiamo nemmeno noi stessi. E la nostalgia di quel passato fatto di cose semplici e genuine è davvero tanta... Eccellente questa poesia nella riflessione e nell'espressione.

D
Dalassa11 marzo 2010

Ma perché il tempo non é in grado di far progredire un'umanità che di umano non ha più nulla... solo tutti surrogati di giustizia! E' grande questa poesia. Immensa.

Clodiaf090411 marzo 2010

Mi ha ricordato la stessa tensione sociale e l'amore verso l'infanzia di Ada Negri... Molto bella.

Barbara Rossi11 marzo 2010

Figli di un Dio minore... versi di grande sensibilità!Applausi! Inchini!

Carmelita Morreale11 marzo 2010

La giustizia, spesso, è solo un'utopia... si tracorre un'intera vita a volerla rincorrere ma no la si trova quasi mai... soprattutto se si vive la condizione di clandestino, di oppresso, di vilipeso dal mondo senza alcuna difesa dai soprusi, dalle violenze, dalle sofferenze... uno spiritual del cuore che lascia veramente molto colpiti... APPREZZATA IMMENSAMENTE... PLAUSI infiniti.