Il Peperone
Che bel risveglio, per Giunone!
Col gatto a grattar via vetro alla finestra,
ha deciso, lui, che deve uscire.
Mi alzo ancora incerto se assentire,
o stringergli le mani intorno al collo,
apro, s'affaccia, fa per uscire,
s'accorge che fuori al buio piove forte,
ci ripensa, torna dentro e si rimette a dormire.
Ci provo anch'io, ma l'animale
s'è arrotolato proprio in centro,
al mio posto,
provo a spostarlo ma mi guarda male,
desisto, tanto il repentino cambio di postura
ha riportato a galla il peperone
avuto ospite ieri sera a cena,
e che non ha capito, ancora,
che il suo lavoro è esser digerito.
Visto l'andazzo del momento, decido,
vada per la doccia,
in bagno prima a lavare i denti,
a togliere quel gusto dalla bocca.
Sarà la posizione o la prepotenza,
dell'ospite di cena,
ma devo spostarmi, tirare su il coperchio,
la tavoletta, ficcarci dentro la testa e aspettare.
Il sangue ingrossa il collo, pompa il cervello,
e sento piano scivolar le parole,
lentamente poi sempre più in fretta.
Scappano, escono, concetti e modi, frasi dette,
e ideologie,
convenzioni, accordi, melodie.
Mi alzo in piedi e mi sento vuoto,
che sensazione, ripulito,
un foglio intatto, inviolata imene,
spirito puro da ridisegnare.
Mentre assaporo questa sensazione,
mi accorgo che un problema rimane:
il peperone!
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Commenti (1)
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Aldo Bilato12 marzo 2010
Mi rimane nel "groppo" il peperone, ma ancor di più il tuo tenzone... leva quel cazzo di commento dalle"candele al vento"! te lo dico x l'ultima volta menestrello, fà come cazzo vuoi fratello...
