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Riflessioni 12 marzo 2010 · lettura 1 min · 3074 letture

L'occhio interiore

Aldo Bilato 1298 poesie pubblicate
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Ho imparato ad ascoltare la notte; passa nei miei silenzi in punta di piedi: sfiorisce all'alba. Lungo canali d'irrigazione, ritardano i miei pensieri: hanno un occhio che non vede, l'altro che non guarda.
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Cristo disse che è meglio venire al mondo con un occhio, piuttosto che con due...

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Aldo Bilato
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Commenti (9)

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Silvia De Angelis12 marzo 2010

Accadano ormai talmente inconcepibili episodi che, a volte, è meglio far finta di non vedere... così l'ho sentita... Lirica molto piaciuta

Barbara Golini12 marzo 2010

La notte ispiratrice e elemento che calma, i pensieri che vagano quasi in uno stato di meditazione e passano il loro tempo statici in un canale, lasciando l'autore libero di godere la tranquillità della notte... che non è poco in questi tempi di frenetico correre, per nulla riflettere e affatto rielaborare. Devo dire che questa mi è piaciuta ancor di più e aspetto di leggere la prossima con la consapevolezza che sarà di nuovo una sorpresa!

Kiaraluna12 marzo 2010

Samo davvero ciechi e ci fa comodo... allunghiamo la mano per chiedere ma per dare... il braccio è sempre corto. Sentita e condivisa... moltissimo.

Clara Gismondi12 marzo 2010

La tua poesia viaggia nella notte come i tuoi pensieri e fiorisce all'alba come un sogno di prima mattina. E il pensiero diventa quadro, si trasforma! Puzzle nella forma e nel contenuto, ciò che riesci a vedere è niente rispetto a quello che devi sentire. Sembra quasi una riflessione sull'importanza del lasciare andare la razionalità e del lasciare posto alla sensibilità interiore che coglie gli aspetti nascosti della mente ma anche delle parole. Le parole sono qui come geroglifici, incisioni. Lo stile è quello che prediligo di te! Anche l'immagine a ben guardare ha doppio significato, simpaticissima!

Giorgia Spurio12 marzo 2010

s'impara ad ascoltare la notte, a camminare a fianco del silenzio in punta di piedi, e si sa che sfiorisce l'alba... riflessioni si accavallano, pensieri ritardano lungo i canali d'irrigazione... pensieri che hanno un occhio che non vede e l'altro che non guarda. fusione di paesaggi all'anima... e nell'ultima metafora di occhi ciechi che guardano si nota la legge della sopravvivenza... bisogna ascoltare l'occhio interiore quello che sa vedere senza guardare, e altre volte l'occhio altro che guarda senza vedere...è la giusta chimica, l'equilibrio di un'entità doppia che ci appartiene.

Raggioluminoso12 marzo 2010

Profonda, intensa, molto densa di significato. Pochi versi ben congeniati che hanno la capacità di veicolare infinite sensazioni. Molto, molto piaciuta!

Antonella Avolio12 marzo 2010

sentitamente ringrazio la composizione dei versi che sbocciano in una grande lirica. Complimenti e fiocco.

Mr Magoo12 marzo 2010

contrapposizione di immagini che da prospettiva e profondità molto bella ed apprezzata

"Nel paese dei ciechi l'orbo è re", dice un proverbio di origine medioevale, che lo scrittore HG. Wells ha reinterpretato nel suo racconto "Il paese dei ciechi", nel quale immagina che un viaggiatore sperduto capiti in una valle inaccessibile delle Ande, abitata da un popolo di ciechi. Pensa dunque di diventarne il re, sfruttando la sua vista, ma dovrà ricredersi...