Mi attira
mi attira
la strada sconosciuta
di questo feroce desiderio
che ha messo il suo piede vigoroso
sulla mia anima tracimata
distesa a terra
arresa
fiamme ormai credute spente
e ceneri
divampano
in un sogno ultimo crudele
ritornato in cima alla memoria
che s'affaccia malandrino
sulla soglia di un cielo scolorato
come foglia
che turbina nel vuoto
mi avvinghio alle spalle
di un vento impetuoso
e donna, non più sfinge, dea fedele,
madre di terre conquistate e rinnegate
partorisco me
fanciulla
per ritornare ai miei giochi di bambina
tra campo rifioriti
con il cuore leggero
piena di certezze
partire come rondine
alzata in volo a primavera
verso quel tempo fecondo di speranze
in cui ogni istante della vita
non conosce il senso della parola fine
©
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Commenti (2)
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Mirella Santoniccolo Mairim1412 marzo 2010
Ritornare ai giochi di bambina fa sempre bene all'anima, non bisogna mai dimenticarlo...è linfa che ci rigenera... bellissima poesia cara Anna
Giovanna De Santis12 marzo 2010
l'anima malgrado il tempo che scorre in amore ritorna bambina meravigliosa in versi che coinvolgono infiniti applausi

