Trecce di serpenti
Andriuslan
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Preda...
Ti osservo,
come falco dalle nubi.
Scagliandomi poi in volo,
ti raggiungo,
tra le mie ali spiegate...
la voglia.
Lasciando scivolare,
le mie mani,
sulla tua pelle unta d'oli orientali.
Ti sfioro un po' l'anima.
Felpato passo,
di malesiana tigre,
esploro il tuo corpo...
nel candore,
di bianche lenzuola.
Ansimato respiro,
quando come trecce di serpenti,
siamo unico involucro di passione,
quando nell'incoscenza,
osservati dal peccato,
siamo graffiati dal fato.
Invulnerabili nella foschia,
ti ho scalfito l'anima...
Ti ho fatta mia.
©
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L'autore
Andriuslan
Amo la poesia leggerla e scriverla. Scrivo da sempre e di ogni cosa, mi piace inventare storie. I miei poeti preferiti sono Poe e Rimbaud, non disprezzo i grandi Italiani, trovo che la nostra lingua sia tra le più belle al mondo. Mi piace la poesia "maledetta" dei "veggenti" dell'Ottocento, la poesia horror, fino
Commenti (4)
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Nadia Mazzocco13 marzo 2010
WOW!...stupenda! Li ho letti e goduti i tuoi versi e colto in pieno l'essenza. Riga dopo riga.
Barbara Rossi13 marzo 2010
Immagini che coinvolgono in un turbinio di passione e desiderio... Semplicemente Meravigliosa!
Raggioluminoso14 marzo 2010
Trecce di serpenti che diventan tracce per l'animo del lettore. Molto, molto piaciuta!
Antonio Biancolillo14 marzo 2010
Stupendo il tuo verseggiare che riesce a coinvolgere e far respirare quell'essenza dell'eros... Complimenti...




