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Fiabe 13 marzo 2010 · lettura 4 min · 5706 letture

Il gatto e i sassolini

Zima 451 poesie pubblicate
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Mamma, raccontami una storia che non sia triste come il tuo sorriso cancella quelle lacrime dal viso guardami e riempimi di gioia (chiusi gli occhi per non grondare pianto la mano sulla gota del fanciullo prese un respiro e cominciò il suo canto) - Racconterò d'un giorno che la neve cadeva fitta sopra al Colosseo e un gatto con in spalla un sacco greve andava a dire a tutti "marameo" pareva lui del peso non curarsi come se in spalla avesse piume d'oca e non faceva altro che vantarsi della sua forza con la voce roca La neve che cadeva senza posa si accumulava tutta sul groppone creando un mucchio alto il Monte Rosa dietro la testa del nostro Micione al punto che davvero affaticato smettere dovette di scherzare fermandosi in un angolo appartato lasciare il sacco e un poco riposare S'addormentò così di sonno pieno sulla neve raccolta per cuscino il sacco accanto stretto e sempre pieno non lo lasciava neanche un minutino - (il bimbo allora un poco incuriosito si volse alla sua mamma per sapere ponendole si sa quale quesito) Mamma dimmi: che c'è nel sacco? forse il tesoro del grande pirata oppure una buonissima crostata per fare andar la fame in scacco? - Un topo come te molto curioso che tra i resti romani avea la tana scrutando attento il nostro sonnacchioso s'avvicinò e vide cosa strana il peso che quel gatto trasportava si raggrumava in piccole pietrine non v'era cibo, né oro, né contava un gran quantitativo di sterline Il topo allora tosto si convinse che quel felino oltre che sbruffone doveva essere scemo e le vibrisse volle tirargli e dargli un bel ceffone Il gatto dal suo canto un po' adirato soffiò mostrando i denti da cattivo lo prese per la coda e -senza fiato- il ratto perse il suo aspetto giulivo "La prego signor gatto non mi uccida io sono un topolino impertinente ma sarò suo servitor, se lei si fida però la prego non mi faccia niente!" Il gatto che sbruffone poi non era e non voleva neanche vendicarsi guardò il topastro con aria severa mentre pensava ancora sul da farsi Al fine – tra le grinfie ancora il topo- gli disse "ogni parola bene ascolta io ti farò capire ora lo scopo del mio peregrinar con tale sporta ogni pietruzza di questo sacchetto è un torto che mi ha fatto qualcheduno ed io li porto in spalla -che sia detto- per non doverne fare mai a nessuno li porto col sorriso e scherzo un poco per regalare a tutti quanti gioia e ad uno ad uno resteranno in loco di una risata offerta anche ad un boia" Così sorrise al topo stupefatto e l'adagiò con tanta tenerezza sul suo sacchetto e non sul duro asfalto facendogli finanche una carezza. Il roditore incredulo e commosso gli offrì una mano come amico vero e di sua sponte disse "aiutarti posso a svuotare il sacchetto per intero?" ... Se oggi incontri per le vie di Roma un gatto e sulla testa un topolino per la stranezza non andare in coma son loro due, mio piccolo bambino. I sassi del gattaccio sono anche i pesi che le mamme hanno nel cuore ma ridono se pure sono stanche per non far mai mancare il loro amore (così disse la mamma al suo bambino tra un palpito di cuore ed una goccia nascosta e se lo strinse più vicino) Mamma, da oggi io ti prometto che mai più tirerò la coda ai gatti né schiaccerò con la ramazza i ratti Ti leverò i sassi dal petto! (si abbracciò alla mamma il suo piccino lasciando per un attimo da parte l'affanno e da lei cadde un sassolino)
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Ho scritto questa favola per quelle persone che, pur avendo tanti affanni, continuano a regalare amore e gioia. La dedico ad una donna e una mamma speciale che conosco in questo sito e che di nome fa B. La sua generosità e la sua forza non hanno limiti.

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Commenti (6)

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Paolo Ursaia13 marzo 2010

Tecnica e cuore... versi di grande intensità che entrano nell'anima. Poesia molto piaciuta; messaggio e dedica condivisi.

D
Dalassa13 marzo 2010

Ciò che è giusto ed onesto fare, quando ci si rivolge ai bambini, non sempre è di facile espressione. Questa è una fiaba sublime che coinvolge l'interesse e la curiosità di tutti perché è molto scorrevole e nella sua semplicità indica i suoi valori morali che incidono subito il cuore.

You Don’t Know Me14 marzo 2010

non capisco come questa bellezza abbia così pochi commenti... una favola dal contenuto pesante come quelle pietre dentro il petto di tutte le mamme... profondo il significato e bella la morale come in tutte le favole...

Gloria Frizzi14 marzo 2010

bellissimi questi versi che possono essere dedicati a tutte le mamme che nonostante dolori e sofferenze della vita riescono mancora a regalare amore, complimenti davvero a questa fantastica autrice

mp47pasquino14 marzo 2010

Ho letto una favola di Poesia, niente ha di forzato e nulla è gettato a caso, una di quelle favole da raccontare a i bambini ed anche ai grandi, la lettura si snoda con omogeneo piacere, c'è dentro l'amore per la parola e il verseggiare in tutti i suoi colori, profumandoli di favola con tanto di inventiva e di morale... Spero leggerne altre in futuro, grazie. PS. la copio e la racconterò a miei nipotini sono sicuro ascolteranno a bocca aperta.

"cancella quelle lacrime dal viso, guardami e riempimi di gioia"queste parole mi hanno commosso, come d'altronde tutta la poesia... bisognerebbe sempre regalare un sorriso anche se nel cuore c'è tanto dolore ed imparare a non fare agli altri ciò che non vorremmo sia fatto a noi... bellissima