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Introspezione 14 marzo 2010 · lettura 1 min · 2346 letture

Mangiavamo formaggini per le figurine tridimensionali

Hariseldom 1264 poesie pubblicate
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Pantaloncini corti e sole negli occhi con in tasca un giornaletto e un sogno. La banda del ciccione a spadroneggiare sulla collina della ferrovia e una sigaretta in tre per drogarci di una emozione fasulla. Mentre a Khe Sanh i buoni americani perdevano le loro giovani vite per quei cattivi comunisti come diceva anche il prete già quello che ti guardava strano. Ad ubriacarci di gazzosa con la zeta che era quello che importava e con i tom e le le storie di Kammamuri mentre tua madre per chiamarti non aveva il cellulare ma la sua voce. E si mangiavano formaggini perché c'erano le figurine animate prima degli occhialetti prima delle sconce storie che ci racconta il grande illusionista. E poi per quelle vie cordone di testa e pugni la cielo per un Ho Chi Min che poi chi fosse non si sapeva. E il ciccione giù dalla collina con i suoi amici dalle scarpe a punta e il culo sudato. E che poi ci rimangono briciole di biscotti nella tasca a chi lo racconti?
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Commenti (2)

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Clara Gismondi14 marzo 2010

Mi ricordo diverse cose che tu citi nella tua poesia. L'ideale che si frantuma é un po' quello che dicevo ieri in Bambole e i biscotti sono un po' quello che facciamo con le nostre mani; essi si sbriciolano comunque perché o si consumano (come i rapporti) o si rompono (sempre le relazioni) Ma quello che creiamo noi lo demandiamo a noi non possiamo maledire nessuno, se facciamo bene e male è una nostra ricerca é quasi un nostro diritto sbagliare visto che nessuno ci ha dato un libretto delle istruzioni. Non smettere di tentare! Poesia superlativa!

D
Dalassa14 marzo 2010

...per come è fedele la descrizione di quegli anni ...mi sembra di risentire il fischio familiare... a me chiamavano così. E' fantastica, la sento profondamente.