Vita

Il profumo di una giornata di aprile,
l'eremo ricordo di un sole pallido,
l'eleganza delle associazioni illogiche tra causalità e tempo.
Elevando la mia condizione alle stelle,
scorgo il mio esistere da angolazioni irripetibili ed evocatrici.
Sembra galleggiare la luna, in un mare di timidi e delicati sogni.
I gigli appassiscono diventando specchio di idee involontarie,
destinate a soccombere dietro al muro del glaciale limite umano.
Negli abissi bui della ragione, le idee si risvegliano,
dando cenni soporiferi di vita danzante al ritmo di walzer incorporei.
La metafisica travolge le fiamme del mondo,
abbracciandolo con veli lacrimati e carezze devastanti.
Il potenziale umano non ha origine e non desidera fine,
tramuta radici in falene ardenti di metafore e di ossimori agrodolci.
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