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Introspezione 17 marzo 2010 · lettura 1 min · 5938 letture

Concerto in sconcerto

Clara Gismondi 737 poesie pubblicate
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Per sedar tempeste ho suonato al vento note soffuse a richiamar l'onda al suo regime ma un lamento stridulo sale dal mare sconcertandomi. Non é un canto d'amore. L'acqua, accordata alla nota più acuta, ora risale e spumeggia con gran fragore. Muto, il mio concerto può solo ascoltare.
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Clara Gismondi
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Commenti (18)

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Silvia De Angelis17 marzo 2010

Si rimane inermi e sconcertati agli eventi, spesso dolorosi, che la vita propone e un dolore acuto vibra nell'anima, persa nell'immobilità di non poter agire, per risolvere in qualche modo, problematiche al di fuori della propria portata, incombenti sulla collettività...così l'ho sentita Lirica molto apprezzata

Crepax7317 marzo 2010

Lirica metaforica che colpisce. Gli eventi della vita a volte fanno pensare ad un'architettura malefica che disegna progetti diabolici. Versi apprezzati e ben ritmati... bella la chiusa!

Aldo Bilato17 marzo 2010

Titolo che dice tutto... alte metafore... chiusa fantastica... così si fa poesia... perfetto sorellina... lode. cià.

Carmelita Morreale17 marzo 2010

Tempesta o pace... il mare con il suo fragare risuona nella nostra mente intonando concerto melodioso o amplificando le dissonanze del nostro vivere... Immagine di forte impatto che sottolinea una tensione interiore molto apprezzata e piaciuta. Plausi sentiti.

Lucia Volpi17 marzo 2010

Muti nello sconcerto, succede eccome, questa è la vita . Molto bella e ben scritta.

Una lirica composta da metafore che dall'inizio alla fine ti coinvolgono in quello sconforto per il quale è difficile trovare l'appiglio per riprendersi. Non ci resta che restare in silenzio. Una chiusa sublime. Un applauso e un inchino sincero

Kiaraluna17 marzo 2010

Si vorrebbe suonare e invece è la vita a suonare noi... non fa sorridere, anzi, serra la gola. Intensa e veramente sentita, apprezzatissima.

Giorgia Spurio17 marzo 2010

sedativo alla tempesta... si suona il vento come violino, note che richiamano l'onda al suo regime. anima che suona il violoncello delle paure, che sappia come magico strumento incantarle e farle tornare onde che seguono il mare... ma proprio dall'abisso marino torna il lamento stridulo. "non è un canto d'amore" l'acqua si fa ribelle, alla nota più acuta si accorda per risalire e spumeggiare come tsunami... e "muto, il mio concerto può solo ascoltare". affascinante analisi metaforica degli eventi e delle condizioni psicologiche che ci sovrastano... bello l'accostamento dell'analisi psichica con l'immagine del mare... siamo onde... quando inermi "l'acqua" ci sovrasta... non possiamo che muti ascoltare... il grido del mare. bellissima

Francesco Scolaro17 marzo 2010

Per sedare le nostre inquietudini ci immergiamo nel mare della nostra anima cercando di dare il giusto ritmo alla vita, ma a volte sollecitata essa prende il sopravvento. A noi non rimare che aspettare che si plachi il fragore... Un caloroso applauso per questa meravigliosa lirica.

Salvatore Ferranti17 marzo 2010

la vita, a volte, mette in mostra queste dissonanze. e non si sa più da che parte guardare... da che parte arriverà la prossima ondata di speranza. poesia che ho apprezzato moltissimo.

D
Dalassa17 marzo 2010

Il mare ricorda inesorabilmente tutto della vita. Ci parla con i suoi suoni incessanti; tutto va e viene ed il moto ondoso accorda la sua intensità a secondo delle nostre sensazioni. Che bello scrivere ed essere sincronizzati nello stesso giorno. Bellissima.

Pino Tota17 marzo 2010

Efficacissima e stupenda metafora. E al termine della lettura, con una chiusa notevole, ti pervade un senso di malinconico abbandono. Molto molto piaciuta.

Clodiaf090417 marzo 2010

Solitudine e suono interiore di tempesta. Si vorrebbe sedare quel tumulto ma esso monta e sommerge. Intensa e toccante.

Barbara Rossi17 marzo 2010

Versi intensi... per una lirica che è molto vicina al mio modo di sentire l'aggressione della vita... Applausi!

L'accordatura è un'azione molto delicata anche per un solo strumento, ma accordare tutti gli elementi di un'orchestra perché possano suonare in sintonia gli uni con gli altri, è impresa davvero impegnativa. La nostra vita dovrebbe essere come un clavicembalo ben temperato, sul quale ogni corda pizzicata corrisponde ad una nota melodiosa, radiosa, armoniosa... Ma l'eco di altri suoni ci porta un suono scordato, disarmonico, stridente... Quanta delusione l'amore non ricambiato, che ci costringe al silenzio di una pausa... ad libitum... Sento questi tuoi versi sulla pelle come un doloroso ritratto di me stessa...

Nadia Mazzocco17 marzo 2010

Lirica suprema! Molto sentita, condivisa e apprezzata, questi versi sono molto toccanti, incomparabili nella bellezza.

Antonio Biancolillo17 marzo 2010

Stupenda nei versi e nelle metafore usa... di grandissimo valore... di grandissimo impegno voler accordarsi ...per un concerto... dal suono nitido ... Tante sono le note stonate che riescono nel loro intento disarmonico... e alla fine non resta che ascoltare dentro noi stessi quei rumori più forti che ci sovrastano... Nel nostro sentire silenzioso... spostarsi con quelle onde... aspettando la bonaccia che arriva sempre... Immensa e di grandissimo valore poetico...

Giorgio Lavino17 marzo 2010

Mare e musica un incontro magico. Ma qui l'autrice gioca con il parodosso del concerto in sconcerto. Un concerto che può ascoltare... la musica delle onde del mare. Bellissima lirica carica di significati e molto profonda come nello stile della nostra stimatissima autrice