Animo
l'animo
è un fanciullo inquieto,
tranquillo e sereno legge il suo libro,
sfoglia le pagine dei giorni,
è curioso di conoscere la sua storia
affronta le prime con lo stupore
l'innato piacere di ridere,
respira il profumo di ogni pagina
sa di buono
sa di nuovo
scorre fogli bianchi
intarsiati di inchiostro
come fossero pietre preziose,
poi
qualche sbavatura
segni cancellati,
si infastidisce
si inquieta,
per alcuni versi
incomprensibili
sconosciuti
inaspettati,
per versi che cerca
cerca,
ma di cui non si accorge mai,
quel libro diventa
pesante
scomodo
ingombrante,
solito
troppo solito,
lo richiude scocciato
lo ripone con garbo
a volte con rabbia,
lo butta,
lascia che si apra
cadendo,
pagine al posto delle ali
ma è pur sempre un libro
non può volare
il fanciullo ritorna
lo cerca
ha voglia di sfogliarlo
non lo trova,
non se ne accorge,
il libro non c'è
non lo vede più,
entrambi
non si vedono più,
il fanciullo avverte una mancanza
vorrebbe accarezzare quelle pagine,
quelle pagine
lasciate,
volare
precipitare,
rileggere versi
tristi eppur dolci
felici eppur malinconici,
riprovare quelle emozioni
che il tempo cambia con l'esperienza,
il fanciullo vorrebbe scoprire le nuove pagine
quelle andate
quelle ancora bianche,
le più importanti,
il libro nascosto
in piena luce,
lo aspetta,
ha il desiderio di vibrare
mentre sfogliato
riprende a scorrere,
la polvere vi s'adagia
piccole tele l'imbrigliano,
poi,
aprendo una finestra
una folata di vento
ne smuove le pagine,
ed è musica,
il suono delle pagine desta il fanciullo
rapisce la sua attenzione,
era lì,
dove l'aveva lasciato
impolverato
maltrattato dal tempo,
perso,
è la gioia ritrovata del fanciullo
che lo osserva
e non si sa spiegare,
era sempre stato lì
eppure non riusciva a trovarlo,
forse perché lo ha cercato ovunque
senza capire che lo portava dentro,
il fanciullo lo sfoglia
lo accarezza dalla polvere
risistema le pagine sgualcite
le rilegge
le rivive,
adesso ha una piuma tra le mani
l'intinge al calamaio
e intarsia le pagine bianche,
è nuovamente
sereno
stupito,
ora è ispirato,
il dolore
le ferite
la noia
l'amore
la felicità
la serenità,
l'eperienza,
sono il suo calamaio,
il fanciullo
scrive
rilegge
ricorda
vive.
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L'autore
Nicola
poeta ,se così si può dire dai tempi delle superiori ,ma già prima spesso i professori trovavano alcune mie frasi o scritti toccanti a tal punto che ho ricevuto strette di mano ,molto bello e gratificante ,ma non dovrei dirlo se no dò l'impressione del superbo e non è affatto così, mi piace scrivere ed esprimere i miei
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