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Riflessioni 18 marzo 2010 · lettura 1 min · 977 letture

Sfuggiti

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Diego Moretti 42 poesie pubblicate
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Ho sempre immaginato, che lontano, ai piani alti dei palazzi romani, si riunissero i borghesi delle feste. Tutti acchittati, lindi e pinti, pompati nei muscoli e nel naso, li vedevo crescere, più tronfi del mistero. E poi ho immaginato che a quell'ora, proprio nell'altra citta', che dorme sotto Roma, vagassero i fantasmi del regime, con le orbite vuote ed impagliate. Con l'ora notturna che tutto copre, nelle gallerie del metro', rincorrersi divise sbrindellate, o conversare tra i marmi del Verano. Un Dio che per forza esiste in cielo, all'alba si stanca di giocare, e lascia i burattini bivaccanti, coi dischi che nel vuoto, somigliano ai silenzi della morte. La' sotto invece, tutto tace, ricominciando i passi dei mortali, senza pensare all'ora ormai lontana, lasciando tutto a un triste divenire.
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