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Sociale 20 marzo 2010 · lettura 1 min · 6749 letture

Nel nome dei figli

Enrico Baiocchi 346 poesie pubblicate
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Imbecillità umana senza confine ingordigia e superbia dei potenti ha sbattuto l’uomo su rovine di città e paesi interi decadenti abbiam creduto di essere più forti della natura e del creato intero con ipocrisia piangiamo i nostri morti e non crediamo che tutto questo è vero venuti al mondo per dar futuro ai figli credendo e amando solo il dio denaro abbiam ignorato sempre saggi consigli ora ci resta solo il pianto amaro. dagli animali ci distingue la ragione anche quella per soldi abbiam venduto ma questa volta però abbiam perduto non credo sia stato proprio un affarone. Quando ce ne andremo dalla terra i nostri figli per viver in luogo sano dovranno rifugiarsi in una serra maledicendo il nostro nome invano.
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dopo il Vajont speravamo che l’uomo avesse capito...

L'autore
Enrico Baiocchi

Ciao a tutti. Nasco tantissimi anni fa in quella che è universalmente considerata la culla dell'arte: Roma, sotto l'ombra del "cuppolone". Innamorato dell'arte in tutte le sue forme, pittura, scultura e musica, l'immagine è il mio credo, mi sono avvicinato alla scrittura da pochissimi anni, prima quasi per gioco,

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Commenti (13)

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Moreno il Duca20 marzo 2010

e si caro Enrico nonostante le numerose vittime del Vajont pochi km da dove abito, l'uomo non ha capito nulla e continua imperterrito per la sua strada l'ingordigia di lauti guadagni fa passare in secondo piano i numerosi morti ed il futuro dei nostri bambini condivido appieno il tuo scrivere

Silvia De Angelis20 marzo 2010

Versi amari rispecchianti una realtà cruda che viviamo giorno per giorno, con tutte le conseguenze che comporta... su tutti i fronti... Apprezzatissima lirica

Massimo Mangani20 marzo 2010

hai perfettamente ragione ... mai capiremo, ma che ci vuoi fare, noi siamo parassiti e vedrai ben presto saremo spazzati via, dall'evoluzione naturale del pianeta che è in atto

Enio Orsuni20 marzo 2010

l'uomo ha capito, eccome se ha capito ma chi è al potere e che amministra tutto anche se ha capito continua imperterrito a sfuttare le risorse del pianeta. e l'uomo comune, che siamo noi e che abbiamo (capito) ancora andiamo a votarli. chi è causa del suo mal... commento positivamente, oltre al tema, le rime.

Raggioluminoso20 marzo 2010

Abilmente riportate le angustie del mondo per mancanza di scrupoli e la chimera del potere per il guadagno. Fino a quando non ci sarà un cambiamento di rotta, non vi sarà limite all'incuria e alla rovina di tutto. Molto sentita e condivisa. Apprezzatissima!

A
Arelys Agostini20 marzo 2010

Si, ha ragione l'autore; "Imbecillità umana senza confine" perché ancora l'uomo non capisci niente, e questa stessa imbecillità ci sta portando alla sua propria distruzione . Grande lirica che condivido pienamente.

Rita Stanzione21 marzo 2010

Versi pieni di rabbia e verità.L'uomo che ha venduto la sua ragione e verrà maledetto dai figli per la sua eredità da imbecille. Molto piaciuta!

Doraforino21 marzo 2010

Una disamina attenta su questo tema deteriore di come l'uomo dissennato abbia provocato danni irreversibili all'ambiente... E ora pensando al futuro dei nostri figli per vivere in un luogo sano, saranno costretti a vivere in una serra...

Gabriella Caruso21 marzo 2010

Poesia che affronta un tema così delicato con ironia mista a rabbia. I nostri figli comunque non credo che si sarebbero comportati diversamente, visto che questi comportamenti sconsiderati ormai vanno avanti da più generazioni, anzi credo che i nostri figli faranno peggio. Molto piaciuta nella struttura e per l'originalità nell'affrontare la tematica.

Anna Maria Scamarda23 marzo 2010

Sai Enrico, i tuoi argutissimi versi possono ben far riflettere su un punto focale. Il tema confluisce in un'unica direzione centrale, dove hanno sede tutte le altre, troppe piaghe sociali. Perché l'uomo è sempre quello. Quindi, lo stesso uomo che è capace di maltrattare donne, bambini, anziani, animali ... non si pone il problema di non poter maltrattare anche la natura. Dunque, che fare? Dato che di tutta l'erba non si può fare un fascio, possiamo solo augurarci che quel "fascio" che si salva, e che data la realtà deve per forza essere assai esiguo, sia costituito da esseri umani talmente ricchi di valori, di virtù e di Giustizia, da combattere, senza sosta, "quell'altro molto ben nutrito devastante fascio".

Vivì24 marzo 2010

Versi molto amari in questa poesia. Purtroppo oggi il mondo è così, noi possiamo cercare di fare il nostro meglio per cambiare alcune cose, ma il fatto è che i problemi d'affrontare sono tanti, troppi. Poesia condivisa e apprezzata.

Midesa27 marzo 2010

poesia condivisa parole vere profonde ...non imparera' mai l'uomo... bravo enrico

Questa lirica tocca un tema drammatico ed attualissimo. Ma l'Uomo non si accontenta di vivere delle cose vere e belle, che la vita offre più o meno a tutti. L'Uomo vuole il potere ad ogni costo! Che cos'è la distruzione del pianeta davanti all'appagamento dei suoi bellicosi desideri? Purtroppo fino a guando una coscienza collettiva non spanderà il suo seme, in questo meraviglioso pianeta, la terra continuerà a morire e con lei i valori e il desiderio di giustizia...