Ricordandoti
Me li ricordo ancora quei fiori,
che dipingevi come fossero "Picasso",
ed il tuo "bazar" nel centro di Milazzo,
punto d'incontro, cenacolo, raccolta.
Erano gli anni degli scarafaggi,
i colletti alti sulle giacche,
i pantaloni a tubo e gli stivaletti,
capelli lunghi come marchio, simbolo, prova,
era quello il tempo delle "lamette".
Ci trovavamo per la "vasca",
giovani giganti in sella alla "marina",
e poi nel magazzino per le prove dell'happening,
in debutto al cinema teatro "Trifiletti".
A sedici anni tutto è permesso, tutto è totale,
non c'è risparmio, niente ricette.
sul tavolato, fra le sigarette,
il primo amore che mi raggiunge e si consuma in fretta.
Come ti penso, come ti sento,
caro amico così tanto lontano,
avrei voluto ancor godere il tuo spirito,
la passione,
forse non completamente autentica,
ma piena di suggestione.
Se ci ripenso è più presente,
il sentimento tenuto al caldo nella memoria,
così al riparo dalla vicinanza, che spesso logora,
cambia, peggiora.
Avrei voluto forse, ma ormai non posso,
ma tanto mi resta e tanto io mi tengo.
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Commenti (1)
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M
Maria Rosy21 marzo 2010
cambia il clima delle stagioni che avanzano anche dentro e fuori di noi. Quanta dolce malinconia in queste righe Applauso