Da Bambino
Quante volte ho pensato a ieri, quante volte...
la corsa di quei pantaloncini corti,
sporchi di terra e verde erba,
la voce di mia madre, a redarguirmi,
scorrere infuocata nell'aria priva di ostacoli.
Fermo, come allora, il ciel turchese, privo di graffi,
il tuo profumo che ancor m'accompagna,
leggero come aria,
incantevoli, le farfalle che mi circondavano,
quando il freddo ferro muoveva i suoi primi passi da gigante...
I frutti avevano le stagioni e dolce il loro sapore,
come gentili erano gli animi, nel lento passar del tempo,
prima d'iniziare a correre e modificare,
strappando i figli dal tuo grembo, da vendere all'asta,
iniettandovi ruvido cemento,
inermi assistiamo al tuo soffocamento.
Di grigio vesti per mostrar il tuo dolore,
acide ormai, le tue immacolate lacrime,
anche il cibo ha perso il sapore,
tutto è cambiato, ma non nei miei ricordi,
gelosamente custoditi nella palla di cristallo,
del mio animo da bambino...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Kiaraluna22 marzo 2010
Incredibilmente suggestiva e ricca di tenerezza, una foto in bianco e nero patinata, impressa nel cuore. Complimenti.
