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Introspezione 23 marzo 2010 · lettura 1 min · 864 letture

Mala voglia

Michele Prenna 1350 poesie pubblicate
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Uscire o restare? Imbottirsi di video farsi decerebrare? Scrivere qualcosa un dripping di parole scolate sopra il piatto di uno schermo bianco? Sfogliare un quotidiano per veder se per caso non c'è propaganda e l'abita ancora la notizia? Certo che a scegliere il tempo non aiuta col sole pigro velato di pioviggine. Credo che muoverò infine quattro passi sperando che l'uggìa a poco a poco passi.
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A volte non ci va bene niente, ma la mala voglia altro non è che uno degli aspetti, se pur fastidiosi, del nostro esistere.

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Michele Prenna
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Commenti (2)

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Andriuslan23 marzo 2010

Già infatti! Condivisa, le giornate no... giornate in cui è meglio fare due passi.

Giorgia Spurio23 marzo 2010

mala voglia... forse alla fine rimane l'aspetto più autentico del nostro esistere... un'introspezione particolare e ironica filtra da questi versi... dove il mondo sembra visto da un oblò che trasforma la realtà...i video che ci imbottono il cervello in una "overdose", una convulsiva cascata di parole sullo schermo bianco del pc, il quotidiano che ti fa credere che ti dice tutto vendendoti la sua o di qualcun altro la propaganda... accidia... pigrizia... ma infine... gli ultimi versi c'è una piccola ribellione: muoversi per quattro passi verso l'uggia... la metafora dell'uggia, cioè della pigrizia ma anche di tutto ciò descritto precedentemente... si va a camminare nell'uggia trafiggendola con il proprio corpo sperando che passi. molto bella