Vuoti camici bianchi

Ciao a tutti. Nasco tantissimi anni fa in quella che è universalmente considerata la culla dell'arte: Roma, sotto l'ombra del "cuppolone". Innamorato dell'arte in tutte le sue forme, pittura, scultura e musica, l'immagine è il mio credo, mi sono avvicinato alla scrittura da pochissimi anni, prima quasi per gioco,
Commenti (10)
poesia tagliente come lama di rasoio e toccante si in certi casi la situazione è questa ma fortunatamente questa categoria tiene fra le sue fila fior di sapienti e di anime nobili che al momento del bisogno ci sono e aiutano come possono e molte volte fanno miracoli bravo, complimenti per la poesia
Una lirica dolorosa che mette in evidenza una problematica da non sottovalutare. Spesso i medici dovrebbero riprendere in mano quella che si chiama "psicologia del paziente". Per fortuna, vi sono strutture dove il clima sta cambiano. Il momento di un ricovero e ancor più dell'accompagnamento, dovrebbe intendersi come forte accoglienza del paziente e dei famigliari. Molto sentita e condivisa. Apprezzatissima!
versi aggiaccianti, che mettono i brividi addosso. La morte, a volte, è un fatto inevitabile, ma sconcerta che non ci sia una cultura di accompagnamento dolce a questo evento. Alcuni medici trovano sprecato dedicare energie a chi ormai non ha più speranza e non si preoccupano nemmeno di alleviare il dolore, come se il loro compito fosse solo di salvare una vita e non anche in modo compassionevole dare dignità alla morte. Rimane acuto il dolore di chi sopravvive in un ricordo difficile da cancellare. Poesia stupenda che va dritta al cuore del lettore e lo stringe. Struggente e intensa.
mi hai impressionato... speriamo di non incontrare simili persone comunque è vero purtroppo esistono coloro che considerano solo un lavoro e di ippocrate non...
Al di là di tutto, esistono persone aride e vuote che non hanno umanità nel cuore e concetrano la vita nel loro egoismo e piccolo vuoto mondo e soprattutto in questo caso, vengono meno alla missione scelta... Lirica condivisa, apprezzata
Bellissima questa lirica che nello scorrere nitido e deciso delle righe, come una cronaca, sottopone evidenze drammatiche che non sono solo denuncia di un grave malessere sociale ma vanno oltre come un termometro che rileva la glaciale indifferenza cui l'attuale modo di vivere vacuo e superficiale ha condotto i rapporti umani oramai quasi inesistenti. Ripeto: bella e condivisa
parole durissime ma che purtroppo a volte rispecchiano in pieno quello che è il problema della malasanità. Poesia dai toni di protesta giustissimi, condivisa e apprezzata.
Una sirena che squarcia la sera, una corsa nella gelida notte e l'attesa di ore. Un grido di ribellione forse giusto a testimoniare che anche in settori inaspettati vige la malasanità. Opera scritta in grande stile, ricercato e ben curato. Molto bella, complimenti
Quante volte purtroppo ho pensato e condiviso esattamente lo stesso concetto dell'autore al momento giusto la persona o meglio il medico giusto... ci aspettiamo calore, umanità, sensibilità... ci ritroviamo solo dei macellai insensibili (ovviamente con i dovuti distinguo... poiché ogni eccezione conferma la regola). Versi toccanti e dolorosi, che ci offrono uno spunto di riflessione assai utile... PLAUSONI.
L'indifferenza verso la sofferenza in certi luoghi diventa abitudine, la mente resetta l'amore il cuore diventa pietra le persone diventa oggetti qualsiasi senza nessuna importanza. versi su cui meditare è d'obbligo specialmente per quella gente che dovrebbe lenire la sofferenza altrui. Tagliente









