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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Donne 30 marzo 2010 · lettura 1 min · 7620 letture

La cagna

Nemesis Marina Perozzi 510 poesie pubblicate
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Quante volte t’ho rincorso più non lo ricordo. Altrettante m’hai sganciata. Non le ho contate. Ogni volta che t’allontani io mi giro e t’abbandono. Poi ritorno sui miei passi per farmi sputare ancora addosso. Sì lo ammetto, sono cieca e sorda e stolta. Perdo tempo giorno e notte a mendicare un cenno, gettato in terra con noncuranza come si butta l’avanzo ai cani. Ho quasi imparato ad uggiolare di piacere per ogni tua cinghiata che mi colpisce in piena faccia. Proprio ieri ero sul punto di confessarti che ti sentivo più vicino, quando tu mi hai risposto secco: "Esci, divertiti, scopa con un altro!" Allora ho capito che veramente tu mi ami, perché lo sai: io sono cieca e sorda e stolta.
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Molte donne innamorate sono vittime di una violenza soprattutto psicologica che ne annulla completamente la volontà e l’autostima. Più sono maltrattate e più si attaccano al "padrone" con una dedizione tale da far sopportare ogni sorta di vessazione. Pur rendendosi conto che si tratta di un rapporto "malato", non riescono a fuggire, convincendosi di essere loro stesse la causa del comportamento violento dell’uomo, meritandosi, pertanto, le umiliazioni e le angherie cui sono sottoposte.

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (23)

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A volte ci si rifugia in un amore sbagliato o a volte l'amore arriva nei momenti meno opportuni. L'importante è andare avanti e continuare ad innamorarsi dell'amore. Grazie, bella e sensibile questa tua stupenda lirica.

Giorgia Spurio30 marzo 2010

la poesia scorre nel sangue perché venga versata in inchiostro per denunciare malattie... anche malattie "d'amore". ci sono donne che non si accorgono quanto male può farle un uomo... anzi per loro gli avanzi diventano preziosi gioielli... già cieche e sorde... e anche "stolte"...stolte perché hanno paura di perder quel falso amore. e rimangono appese ad un cappio invisibile. bellissima poesia (anche il video abbastanza indovinato..."la cagna" fedele anche oltre le bastonate)

Rita Stanzione30 marzo 2010

Certe volte l'amore è capace di superare tutto... cieco, sordo e ostinato, non vuole conoscere limiti. Forte, cruda e bellissima!

Daniela Pacelli30 marzo 2010

Una poesia di grande impatto e di grande forza. Condivisa nell'emozione che trasferisce e nel contenuto notevole. "il mal d'amore" spesso è nocivo perché si è disposte a subire violenze anche se solo psicologiche, ma che deviano comunque, influenzando tutta la nostra esistenza...è una ribellione, un tentativo di ribellarsi da questi uomini per proseguire il proprio cammino anche da sole ma con dignità. Un applausone Marina ed un abbraccio

A
Arelys Agostini30 marzo 2010

La poeta con su fuerza interpretativa, una vez mas nos regala unos verso llenos de verdad... "La Cagna" diría que es el mundo donde se refugian todas aquellas mujeres sin amor propio, mendigantes de un amor que creen no encontraran en ninguna otra parte, y se agrapan muchas veces a hombres crueles de sentimientos, que lo único que hacen es vejarlas, haciéndolas sentir cada día que valen menos. Lamentablemente un mal social que podemos observar muy de cerca si abriéramos más los ojos.

Raggioluminoso30 marzo 2010

Le violenze all'interno delle mura domestiche sono sempre più frequenti e si fa bene a sottolineare che esistono anche quelle psicologiche che lasciano danni indelebili, non visibili allo sguardo. Lirica molto apprezzata!

Giovanna De Santis30 marzo 2010

donne martiri che non riescono a ribellarsi da uomini meschini che le trattano come oggetto da buttare e loro vivono così al buio della vita credendo in un amore che di amore non ha niente solo travaglio poesia cruda condivisa apprezzata mille volte applausi Marina

Angela30 marzo 2010

Una piaga sociale da cui è difficile liberarsi. Credo che più che desiderare di essere trattate male queste donne aspettano sempre di meritarsi le coccole e lo zucchero che a fasi alterne vengono loro concessi. Un comportamento riconducibile ad una specie di sindrome di Stoccolma in cui l'aguzzino diventa buono al momento giusto di modo che la fase negativa della sottomissione viene facilmente sopportata. Nolto suggestivi questi versi in cui abilmene vengono scandagliate tutte le fasi d'un rapporto malato

Salvatore Ferranti30 marzo 2010

poesia molto intensa. una riflessione sulla condizione femminile che mi ha coinvolto tanto. perché ci sono ancora troppe donne vittime di uomini violenti e di amori sbagliati. molto bella e condivisa.

Massimo Mangani30 marzo 2010

Questa posso commentarla ... analisi cruda essenziale, annullarsi completamente per una briciaola di affetto dato sporadicamente a giorni alterni, prendere gli avanzi e mettere la coda tra le gambe come per dire forse ho fatto qualcosa che non va ...puniscimi pure tanto io... fa parte della nostra indole, talvolta siamo contenti di sentirci dei martiri ...e qui sono in disaccordo con molti commenti... non è sinonimo di donna questo, (spesso ci sono uomini più umiliati dai subdoli raggiri delle loro presunte amanti, mogli..., ma di innamorati e forse nemmeno di innamorati, di alienati mi sembra più corretto, che per mancanza di ideali, passioni, ma si palle, preferiscono tirare avanti storie senza senso pur di avere un porto sicuro

Kiaraluna30 marzo 2010

Soggiogate da un sentimento che non è amore, ma semplice dipendenza, una droga che annulla volontà e percezione del dolore... e dignità...quante, troppe, le donne che sopravvivono così... Marina appalusi per questo capolavoro di sensibilità.

Barbara Rossi30 marzo 2010

Versi molto crudi per una analisi profonda e assolutamente calzante... di una tipologia di donna che mendica l'amore, accetta passivamente ogni umiliazioni nella convinzione che comunque ci sia anche solo una briciola di amore... Il problema credo che stia nell'autostima che si costrusce sin da piccoli... c'è sicuramente qualcosa che è stato bruciato e che rende incapaci di amarsi. Poesia immensa. Applausi e Fiocco!

Ci si annulla... Completamente il cervello si spegne, non siamo più una persona con una dignità e stima per noi stesse, ma solo delle persone che valgono qualcosa se hanno quella persona vicino... Ci tratta male, ci riempie di brutte parole, ci colpisce con mani spalancate... Ma siamo lì, a essere fiere di sentirsi dire domani un semplice ti voglio bene dopo essere state malmenate. Nessuna stima di se stesse, annientate! Stupenda riflessione. Mille inchini e Plausi grazie

Saldan30 marzo 2010

Hai parlato di una piaga della società in maniera encomiabile...è una poesia che deve servire da spunto per riflettere su queste ingiustizie assurde ed esecrabili...è una poesia forse più sociale che di donne (anche se si adatta benissimo in entrambe) complimenti vivissimi Nemesis, sempre versi incredibilmente diretti, veri e affascinanti... c'è solo da imparare bra va!

Silvia De Angelis30 marzo 2010

Purtroppo molte donne non si vogliono bene e permettono ad un altro essere di distruggergli la vita... quando poi si svegliano da quel torpore è tardi e non sempre riescono a riappropriarsi della propria anima... Lirica molto apprezzata

Francesco Scolaro30 marzo 2010

Un amore controverso che si avvicina e poi si riallontana, ma sotto la cenere cova la passione che è difficile da spegnere. Tutto è riposto nella speranza che un giorno i poli si invertono e quindi non ci sia più una ripulsione ma una attrazione. Molto "sanguigna" e di grande impatto.

Barbara Golini30 marzo 2010

una denuncia triste e ben scritta e poi Ennio Flaiano... pescarese come me! , complimenti.

Clara Gismondi30 marzo 2010

Bellissima e dura poesia. Ho letto i versi con gran sofferenza, mi hai fatto identificare nei personaggi descritti. Molto coinvolgente e ben scritta!

Berta Biagini30 marzo 2010

Una crudeltà infinita che fa male – ove niente sembra poter alleviare quelle pene che purtroppo sempre regnano in quelle circostanze. Sentitissima.

Moreno il Duca30 marzo 2010

bella poesia molto cruda ma disegna veramente i contorni di questi rapporti dove la donna viene crudelmente puunita solo perché donna grandissima lirica brava Marina complimenti

Poesia cruda e molto veritiera... la donna in queste situazioni menzionate dall'autrice si fa debole tanto da non riuscire a staccarsi da un amore violento... l'unica forza è la propria volontà.

Anna Maria Scamarda30 marzo 2010

E quì c'è da chiedersi: dal momento che non esistono centri antiviolenza per gli uomini e quelli per le donne, sparsi in varie parti del mondo, sono tanti, e, addirittura, non coprono il fabbisogno che si registra quotidianamente in tutto il mondo, si tratta di uno strabiliante numero di donne autolesioniste e disinformate? O esistono altri lati oscuri che, del dramma, ci sfuggono? Da una notizia fresca di telegiornale si evince: "Ragazza messa incinta dal padre carnefice per 18 volte. Trova il coraggio di denunciare il proprio aguzzino. La denuncia viene ignorata dai servizi sociali e la ragazza torna nelle mani del carnefice. Al fatto scoperto, i servizi sociali chiedono scusa". Condivido assolutamente i tuoi versi, Marina. Per quanto le parole, forse... possano servire a smuovere qualche coscienza.

Carmelita Morreale30 marzo 2010

Versi che centrano un argomento assai doloroso la violenza psicologica, altrettanto devastante rispetto a quella fisica... ceffoni che non lasciano lividi le parole, ma che annientano l'autostima di chi la subisce... Apprezzatissimi versi... di forte impatto e di profonda riflessione, una dedica sentita a tutte le donne che soffrono molto condivisa. PLAUSONI calorsosissimi.