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Introspezione 30 marzo 2010 · lettura 1 min · 2419 letture

Diario di bordo

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Ieri l'altro ho portato il mio cuore a curare le ferite nei pressi di un ruscello di estrosità vicino a incanti di allegrie rilassate prima di correre per i prati Ieri ho portato la mia solitudine nel coacervo delle speranze e delle stranezze della vita e della socialità a rinfrescare le capacità dei sogni con un ventaglio di pazienza Oggi ho contato le rughe dei miei sogni emozionandomi ma nessuna lacrima è scappata via
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (2)

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Calogero Pettineo30 marzo 2010

Quando si scrive di se e della solitudine di certi momenti è sempre difficile trasmetterne le sensazioni, questi versi lo fanno benissimo, una solitudine non triste ma reattiva.

Daniela Pacelli31 marzo 2010

Malinconia e tristezza fanno di questa lirica una bellezza suggestiva. Ho portato il cuore a curare le ferite, la solitudine nel coacervo delle speranza, contare le rughe dei sogni, senza nessuna lacrima. Incantevole e apprezzatissima. Bravo Giorgio