In risalita (dall'alcolismo)

In fondo scuro di bicchiere vòto,
come appiccicata mosca ubriaca.
Senso di colpa appanna il vetro.
Vuote le mani, colme di niente,
posate in grembo, colombe stanche.
Occhi nel vuoto, il più assoluto.
Poi chissà come, chissà da dove,
quando e perché,
la strada persa ti porta a me.
Come nota squillante
in monodìa di morte,
in me profondo risuoni tu.
Suono schietto, distinto,
che libera l'istinto e mi proietta
come una freccia.
Traettoria in verticale
da profondo abissale.
Su, sempre più su,
verso liquida luce!
Spacco la superficie,
e scivolo, felice:
zanzara su occhio di mare,
dove si specchia il Sole.
©
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L'autore
Manuela Mori
Nata il 4 Luglio 1957, è sposata senza figli. Laureata in Lettere moderne presso l'Ateneo di Pisa, da trent'anni lavora presso un'azienda privata del Centro Italia, come responsabile del settore contabilità e bilancio. Scrive versi per diletto. Alcune sue poesie state selezionate dal giornalista Aldo Forbice per il co
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