Pausa caffè
Non passa giorno che nel lato cieco
del Palazzo, che alloggia il "Gabinetto"
si concretizza un rito affatto bieco
che non inganna tasca né intelletto.
E' prassi ormai da tempo collaudata,
oggi non v'è chi ne ricorda avvio.
Costante pratica quì tramandata
che ognun rispetta senza dire "cio".
La storia nasce per cagion del tale
che al bar si pone al banco mai alla cassa.
E per sfuggir dall'obbligo, è normale,
rallenta e si confonde nella massa.
Per mantener così il rapporto buono
ed evitar spregevoli discorsi
ecco che ci soccorre il "Santocono",
così quel tal mugugna e si da morsi.
Tutti i caffè che pago son segnati,
quello che bevo poi viene detratto,
la somma algebrica c'ha tutelati:
paga chi deve, anche se è distratto.
A volte per talun capita il pacco:
per festeggiare certa ricorrenza
è costretto a pagare un "fuori sacco"
senza che il "Santocono" ne abbia scienza.
Dunque ciascun che varca questa soglia,
per scelta o suo malgrado trasferito,
non perda tempo e mangi la foglia:
si presenti alla cassa senza invito.
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