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Morte 31 marzo 2010 · lettura 1 min · 1342 letture

Del capriolo, del poeta e dell'uomo Dio

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Marcello Caloro 81 poesie pubblicate
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Sarai bianche ossa spolpate dal bosco e sulla tua sepoltura ombra di quercia. Ho disteso foglie umide e peste, sulla tua pelle ancora calda, per celarti alla vista del Dio: quello del quale hai udito il cuore e visto levare lo scettro onnipotente lucifero, tonante, bruciante. Rosa rossa sul tuo fianco germoglia; linfa e vita scorrono via piano. Ancora un balzo, uno solo, l'ultimo tra il rovo ed il cielo, e fuggi! Sotto il ginepro, avito rifugio, affannato ti trascini a stento. Chiudi gli occhi ora, riposa; sogna l'erba giovane e dolce dell'Aprile prossimo a venire. Il poeta ha contato due primavere, sulle tue corna timide e fresche. In piccoli brani, i corvi pietosi, recheranno in volo il tuo corpo dove la primula mai sfiorisce. All'uomo Dio una cartuccia in meno; al poeta qualche lacrima in più.
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Marcello Caloro
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Commenti (1)

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C

bellissimi versi, magnifica poesia, apprezzatissima, maestro