Destinati alle cancrene
mi chiedo se basterà ritagliare angoli di tempo
alle guance, per non balbettare più di croci
in questo marzo di compleanni arrivati troppo in fretta
tu mi guardi
puoi dedurre sedimenti e l'undici s'affanna
di rincorse storpie, come quei bambini con una gamba sola
e le mutilazioni delle molotov, i campi minati
dove sono finiti i prati. incontaminati. le mutazioni
appese alle finestre di giorni lunghi. destinati alle cancrene
sono i miei pensieri grigi e non ritrovo scampoli...
offrimi un bicchiere e l'assenzio cancellerà ogni colpa
ogni dimenticanza, le betulle in cima, mentre disegnano il profilo delle Ande
s'allungano a raschiare appena un po' d'azzurro. l e n t e z z a
che mi uccide
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L'autore
Zima
Commenti (2)
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Amara6 aprile 2010
...un senso di delusone e rimpianto... ma così pieno di vita... molto bella...
L
Lorenzo Pece6 aprile 2010
Amarezza che scorre sulle parole... dolore e delusione... Saluti

