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Uomini 8 aprile 2010 · lettura 1 min · 2447 letture

Zitti per sempre

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Sono qui a gareggiare con la malinconia Seduti su ombre di schizzi di pensieri Spremuti sotto la pressa della condiscendenza Hanno bevuto il sangue dei loro padri e ora sanno fare come loro Fare pace per non stare in pace Correre su cavalli sfrenati di apatia per rovinare sul suolo e fracassarsi le idee che non hanno mai avuto Chiedono senza fare mai domande e non possono più lamentarsi perché le ferite non fanno più male Hanno nascosto le parole sotto le rocce del coraggio che non hanno Le tireranno fuori quando non serviranno più a niente Sono qui in mezzo a questo vento folle che non riesce a spostarli Sono enormi ben radicati nel terreno della stagnazione Colossi del silenzio non vedranno mai il declino
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Uomini che non vogliono prendere parte

L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (3)

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Calogero Pettineo8 aprile 2010

Schierarsi è sempre una decisione difficile da prendere ma non solo per gli uomini e chi lo fa e perché ha tanto meditato. Lirica da prendere in considerazione. Attuale

Silvia De Angelis8 aprile 2010

Esistono persone che non vogliono mai prendere una posizione decisa e vivono in quel personale limbo senza fine, aspettanto all'occorrenza, di schierarsi ove più conviene... Lirica molto piaciuta

Come si fa a scendere in campo quando la partita sembra già persa in partenza? Come si fa accettare il combattimento quando siamo già rintronati dai pugni che abbiamo preso durante la nostra vita? Allora non resta altro che farsi schiacciare dalla condiscendenza, che ci fa diventare come gli altri... tutti uguali, tutti morti... Chissà perché mi viene in mente il capolavoro di Fritz Lang Metropolis e quella massa di operai tutti uguali che entrano in fabbrica muovendosi come automi...