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Riflessioni 12 aprile 2010 · lettura 1 min · 2202 letture

I ridicoli cori dei fantocci di gomma

Hariseldom 1264 poesie pubblicate
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Ho sentito la musica ascoltato il coro degli ossequiosi fantocci del coro. Intanto i dottori sotto le palme senza datteri venivano torturati dagli orgogliosi cammelli di gesso. I fantocci di gomma mostravano il sedere ai loro padroni i fantocci di gomma avevano culi pieni di peli. Nella tenda qualcuno metteva caramelle e polvere da sparo piano piano per non farsi vedere. I bambini storpi le madri mutilate sui letti accalacati non avevano bandiere o credi o dei o partiti ma solo mani e braccia tagliate. I fantocci di gomma puzzavano falsità da lontano mentre qualcuno costruiva favole false per gli scomodi dottori. Sabbia nella gola e culi di gomma senza alcun Dio senza bandiere croci, mezze lune o stelle solo il dolore tra la sabbia e i datteri sporchi di sangue e menzogne a due passi da un barile a due passi.
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Commenti (1)

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Clara Gismondi13 aprile 2010

Ci sono diversi modi di interpretare questa poesia. Vista in grande la poesia può parlare di tutta la sofferenza e verità e di tutta la falsità messe a confronto. Nella poesia vince la falsità. Ed è facile e evidente anche nella realtà che la falsità dove c'è potere e illusione vince. Io penso ai mass media che trasmettono quello che vogliono creano l'illusione di un mondo fittizio. In campo letterario mi viene in mente Orwell nel suo 1984 e in campo cinematografico The Truman show visti da prospettive diverse i personaggi interpretano parti false. Nel caso del film la libertà si raggiunge a costo di una conquistata capacità di accettare la sofferenza. Forse è perché molta gente non vuole vedere la sofferenza che questo potere ha la meglio su di noi. Anche noi abbiamo la nostra parte di responsabilità. La tua poesia scava sempre e scava là dove sono le nostre mancanze...