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Impressioni 12 aprile 2010 · lettura 1 min · 6030 letture

Dopo le nubi sopra il Golgota

Zima 451 poesie pubblicate
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Ho bisogno, vedi, di parlare per non lasciare al caso certe coniugazioni i verbi delle azioni, le congiunzioni e perdere definitivamente il senso piccolo e profondo, nel pozzo nell'acquitrino in cui siedo sola e in cui scavo con i piedi Sono la ricerca, l'incudine, il piccone e il secchio. Sono l'acqua e mi riverso bevendomi di viscere. Sono il cercatore ho bisogno di sentire la tua voce di specchiarmi nei tuoi vetri fin giù dove il silenzio non è più brusio di naufragi neri, dove l'abbraccio delle parole si tende come una catena e cigola intorno alla carrucola delle risalite e tu sei dopo le nubi sopra il Golgota, la pietra rotolata dal sepolcro, il sudario vuoto, la testimonianza nel modo di dirmi che sono anche io dono e sacrificio come tutti a questo mondo, in un universo interstellare frattale, duplicato originale di infinito. Ripetizione senza limite di tempo e forma Siamo raggiunti nell'unico punto che nessuno vede.
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Quando la solitudine è un viaggio alla riscoperta di sè.

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Zima
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Commenti (7)

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Mirella Crapanzano13 aprile 2010

non si può leggere una così bella poesia e non scrivere qualcosa, solo per manifestare quanto profondo e vero sento questo viaggio dell'anima, in cui ognuno può riconoscersi, nella ricerca intima del proprio essere, della propria essenza. Questa poesia è contenitore di significati e persino di significanti nuovi, quando questi divengono altro, quando sono nuove parole "da abbracciare", per riuscire insieme a risalire la vetta. Per riconoscersi come parte, immensa di un infinito, per ricordarci che l'uomo è una stella.

stanze di solitudine dense d'istanze, alla ricerca di nuovi specchi in cui riflettersi e riconoscere ciò che siamo ... notevole, sia nello stile che nei significati a cui rimanda, molto apprezzata!

Calogero Pettineo13 aprile 2010

Lirica molto apprezzata per i suoi contenuti nonché per l'originalità, condivisa nel suo pensiero reale. Gradita

F

maestosa. Tu hai preso questa situazione e l'hai tradotta in versi che non sono solo capolavoro di stile ma immagini di una crudezza e veridicità tali da pesare sulla pelle del lettore come un marchio a fuoco. La adoro. E la conserverò con cura.

Veitla13 aprile 2010

Apprezzo molto la sensibilità della tua poesia e condivido, a questo mondo tutto va costruito

Lucia Volpi14 aprile 2010

Quant'è bella e intensa questa poesia, ti ringrazio di questa perla .

Il Conte16 aprile 2010

Sai cosa cara Zima? A volte, leggendoti, mi perdo. Questi sono versi che non vedono la luce ogni giorno; e mi accorgo sempre di più che trattasi di parto naturale, di parole che sgorgano spontaneamente. Quale dolce esercizio per la mente poter intuire la profondità dell'universo in una manciata di versi. Quando l'uomo scorge un pezzetto d'infinito nella casualità dei giorni, incastra un tassello importante nella sua storia antica.