Libera
Andriuslan
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Libera, un altro anno ti ha lasciato,
dissolto come pioggia,
su una gonna di velluto blue,
adesso tu ed altre quaranta candeline.
Reclusa nel sacro vincolo delle quattro mura,
un treno che non passò...
Solo una carrozza avariata,
ti vide salire nell'ingenuità.
Libera, i panni lerci vanno nascosti...
Anche quando arriva il tempo di gridare,
puoi farlo piano, lui non dovrà sentire.
I segni di un volto,
tra quelli di precoce vecchiaia,
esiliata dalle amicizie che sanno,
ma che ancora preferirono il silenzio.
Libera, queste bottiglie vuote,
le nasconderai ai tuoi figli,
raccogliendo su te stessa,
le colpe che continui ad assegnarti.
Un altro anno...
Un altro sospiro,
basterà a spegnere,
queste quaranta candeline.
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L'autore
Andriuslan
Amo la poesia leggerla e scriverla. Scrivo da sempre e di ogni cosa, mi piace inventare storie. I miei poeti preferiti sono Poe e Rimbaud, non disprezzo i grandi Italiani, trovo che la nostra lingua sia tra le più belle al mondo. Mi piace la poesia "maledetta" dei "veggenti" dell'Ottocento, la poesia horror, fino
Commenti (1)
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Clara Gismondi13 aprile 2010
Donna che porta i segni della sua sofferenza in una vita che le ha dato poche possibilità di rivincita... Bella poesia di denuncia!

