Attenderemo
Attenderemo, in solerte solitudine,
nuove primavere
al ritmo implacabile del tempo.
E fermi resteremo
in stanze chiuse allo scirocco
con strani cigolii che filtrano
dallo svuotamento dell'anima
arsa d'affannosi inganni.
Già si condensano i cirri
filamentosi pallori di parole,
astrusi concetti di bene e di male
mentre alziamo bandiere sui balconi.
Si,
crederemo di poter cambiare
e sbarazzarci in un sol colpo
d'una scomoda genia,
incrocio di razze millenarie,
traslando grumi stratificati
in un futuribile a più ampio respiro.
Ma ...
canteremo ancora alla luce di lampare
sullo sciabordio dell'onda
le favole isolane di Dedalo e Alfeo,
di Scilla e Caridi, di Cerere e Proserpina?
Dimmi, rassicurami,
che in questa storica illusione
non perderemo il sonno
le reti sfilacciare e consunte
di noi, pescatori imperituri
di correnti sommerse.
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L'autore
Novara Marianna
Sono una donna come tante che lotta tutti i giorni come una donna qualunque, con un piccolo difetto: amo scrivere. Sono una donna semplice che proprio nella semplicità del cuore trova la profondità del suo essere e travalica i confini del finito. A che serve una foto, sapere gli anni, potrei essere bellissima o no,
Commenti (1)
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Calogero Pettineo14 aprile 2010
Una magnifica analisi interiore con molta nostalgia sul tempo che tiranno va sempre più avanti e non concede soste. Molto gradita.
