Sopravvissuta
Cosa sopravvive, dopo le tempeste,
in un corpo sfatto di stanchezza e attese
in silenzi urlanti di uragani interiori,
cosa, quando ancora risuona la risacca
sui lucidi seni lasciati a marcire
angolo di cielo dove riposi
tra mille voci che ti hanno attraversato
mentre l'unico suono che vorresti
è il verso sanguinante e denso che sgorga
ancora, tra spirali di fumo e dolori
lasciati penzolare come pezzi
di carne appesa in soffitta buia.
Ancora fiorisce il gelsomino arabo
e più non toglie il respiro nelle sere d'afa
e la vita ritorna imperterrita e feroce
a domandarti ancora pentimento.
Ma se il sogno è disgiunto
dal vivo giorno che t'imprigiona
in maglie strette di malinconia,
di quello vuoi morire, sazia,
di quella grazia mai concessa,
e allora scrivi, scrivi per fissare un punto
al tuo nanosecondo di infinito
e rendi la corsa un sollevar di polvere
di un'audace nocchiero che non vedi
che pure squarcia membra e ti dissolve.
E poesia sarà, fiume senz'argine, dunque,
frutti maturi che scolano succo
dalle pieghe del labbro estasiato.
Sopravvivrò a me stessa, nonostante me.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
N
Tutte le opere →
L'autore
Novara Marianna
Sono una donna come tante che lotta tutti i giorni come una donna qualunque, con un piccolo difetto: amo scrivere. Sono una donna semplice che proprio nella semplicità del cuore trova la profondità del suo essere e travalica i confini del finito. A che serve una foto, sapere gli anni, potrei essere bellissima o no,
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!