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Introspezione 14 aprile 2010 · lettura 1 min · 2096 letture

Bemolle

Saldan 202 poesie pubblicate
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Sbiadivo nell'onta immantinente d'un tipico domani con pochi finti indiani scendevo di mezzo tono -bemolle- come una scala di do maggiore adulavo un dio minore imprecato sui no edulcorati dalla mole di note stonate del mio orecchio assoluto.
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Commenti (11)

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Daniela Pacelli14 aprile 2010

Bellissima metafora di vita, onta immantinente ... scendevo di mezzo tono, come una scal di do maggiore. Bellissima e aprrezzata, suoni e note che risuonano nell'aniam, applausone

Dono e dannazione, l'avere l'orecchio assoluto, perché percepisce i propri e gli altrui abbassamenti di tono. Costante e quotidiano esercizio, devono fare, mente e cuore, per trasformar quel mezzo tono calante... in un bel diesis spumeggiante!

Aldo Bilato14 aprile 2010

non c'è una nota stonata...è una poesia a me molto piaciuta... complimenti. cià.

voltagabbana14 aprile 2010

molto bella. Mi piacciono in modo particolare i primi 5 versi, perché se li estrapolo dal resto li trovo di un delizioso gusto anche un po' nonsense, che a me affascina molto. Bella tutta, complimenti

P
Pp14 aprile 2010

Molto particolare, metafora folgorante! Piaciutissima!

Silvia De Angelis14 aprile 2010

Originalità in versi inediti che si soffermano su particolari sensazioni del momento immersi in sfondi di musicalità... Piacitissima lirica

Crepax7314 aprile 2010

Salvo questa volta ti sei superato... mi unisco agli altri nei complimenti e nel dirti che i versi finali sono di un originalità unica... me la tengo

Crepax7314 aprile 2010

Salvo questa volta ti sei superato... mi unisco agli altri nei complimenti e nel dirti che i versi finali sono di un originalità unica... me la tengo!

Anna Elvira Cuomo14 aprile 2010

vorrei capire perché, di fronte al domani, scendi di mezzo tono... ti arrendi? hai paura?...o cosa; sembri... arrendevole... o no? bravo... mi piace questo stile

Raggioluminoso14 aprile 2010

Una composizione, una orchestrazione assolutamente impareggiabile. Originalità incredibilmente espressa per questa introspezione. Molto, molto bella. Complimenti vivissimi!

Giorgia Spurio14 aprile 2010

bella, mi piacciono le metafore musicali. musica e poesia si fondono, la musica rispecchia l'anima e come le sue note così fanno i versi della poesia. come quell'anima che sbiadisce a un domani, "con pochi finti indiani" leggendarie speranze, e si scende "di mezzo tono", si diventa un bemolle solitario. l'anima adulava un dio minore? quello dei No, che vagano come mole di note stonate che uccidono il timpano dell'orecchio assoluto. bellissima