Recluso e secondino

Commenti (10)
Ci sono troppe gabbie, troppe barriere che ancora separano gli uomini. E altri muri, ancora più alti, vengono ogni giorno costruiti dall'ipocrisia e dall'avidità. Sarebbe bello poter essere veramente liberi, ma temo non succederà mai. L'uomo ama le catene, è nella sua natura. E più si dibatte, più fa di tutto per rendere più stabili. Poesia molto intensa, di grande impatto emotivo ed espressivo. applausi all'autrice che sa essere originale, e sa colpire sempre nel segno. Una poesia da conservare, questa, per rileggerla e consigliarla.
Basta la chiusa a dire tutto... una poesia in cui mi sono persa data la profondità...spero di non ritrovarmi. Stupenda Clara, grazie.
L'utilizzo della metafora appare appropriato... poesia che mi ha particolarmente intrigato!
Metafora calzante... vera! secondino e recluso, nel rapporto di coppia è soffocante vivere!
Una grande metafora anche se intimamente angosciante... le due figure rappresentano aspetti del rapporto che nella società e nella vita di coppia sembrano non potersi escludere l'una dall'altra. Intensa e originale. Piaciuta molto.
L'energia che sprigiona un rapporto di forte legame che dovrebbe far esprimere il meglio di sé non dovrebbe mai essere circoscritto nell'ambito di una coppia, intendo dire che la positività di una stato di felicità se viene estesa agli altri è pura ricchezza per chi lo assorbe. Così la voglio interpretare. Molto bella.
Straodinaria riflessione con l'uso traslato di figure che rappresentano noi la nostra vita la nostra società. Molto intensa e suggestiva.
Io non sto in galera ma a volte mi sento davvero con la palla ai piedi, non libero di muovermi, di fare davvero quello che mi va. Ed un'ora di aria libera a volte mi sembra davvero il massimo dell'aspirazione. Bellissima poesia, davvero molto piaciuta.
Io mi sento sempre di più reclusa e secondina... di me stessa. La parola "dovere" è la mia palla al piede. Ogni volta che vorrei concedermi anche soltanto cinque minuti d'aria, sento sempre il campanellino che mi richiama all'ordine. La mia mamma me lo diceva sempre: "Prima il dovere e poi il piacere". Ma se i doveri continuano ad accavallarsi e a derubarci del tempo, quando arriverà il momento del piacere?
Corpo e anima racchiusi nell'amplesso della vita destinati a convivere in una gabbia temporale costretti a portare sulle spalle tutto il peso e le tribolazioni. La chiusa è l'emblema di questo magistrale pensiero.









