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Introspezione 14 aprile 2010 · lettura 1 min · 2633 letture

Recluso e secondino

Clara Gismondi 737 poesie pubblicate
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Respiro la sua stessa aria nell'amplesso della vita. A tratti vortice avvolgente avvince mi fa gemere mi risucchia vorace, da reclusa mi rivolto inutilmente. Tuttavia anche alito spento quando il gesto si fa veleno ne rimane il peso addosso. Socrate è morto per questo. Se fosse contatto profondo il respiro all'unisono si sentirebbe in ogni dove. Recluso e secondino sarebbero uomini liberi.
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Ci sono dei riferimenti sia al rapporto di coppia sia alla società...

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Clara Gismondi
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Commenti (10)

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Salvatore Ferranti14 aprile 2010

Ci sono troppe gabbie, troppe barriere che ancora separano gli uomini. E altri muri, ancora più alti, vengono ogni giorno costruiti dall'ipocrisia e dall'avidità. Sarebbe bello poter essere veramente liberi, ma temo non succederà mai. L'uomo ama le catene, è nella sua natura. E più si dibatte, più fa di tutto per rendere più stabili. Poesia molto intensa, di grande impatto emotivo ed espressivo. applausi all'autrice che sa essere originale, e sa colpire sempre nel segno. Una poesia da conservare, questa, per rileggerla e consigliarla.

Kiaraluna14 aprile 2010

Basta la chiusa a dire tutto... una poesia in cui mi sono persa data la profondità...spero di non ritrovarmi. Stupenda Clara, grazie.

Antonella Bonaffini14 aprile 2010

L'utilizzo della metafora appare appropriato... poesia che mi ha particolarmente intrigato!

Barbara Rossi14 aprile 2010

Metafora calzante... vera! secondino e recluso, nel rapporto di coppia è soffocante vivere!

Pino Tota14 aprile 2010

Una grande metafora anche se intimamente angosciante... le due figure rappresentano aspetti del rapporto che nella società e nella vita di coppia sembrano non potersi escludere l'una dall'altra. Intensa e originale. Piaciuta molto.

D
Dalassa14 aprile 2010

L'energia che sprigiona un rapporto di forte legame che dovrebbe far esprimere il meglio di sé non dovrebbe mai essere circoscritto nell'ambito di una coppia, intendo dire che la positività di una stato di felicità se viene estesa agli altri è pura ricchezza per chi lo assorbe. Così la voglio interpretare. Molto bella.

Calogero Pettineo14 aprile 2010

Straodinaria riflessione con l'uso traslato di figure che rappresentano noi la nostra vita la nostra società. Molto intensa e suggestiva.

Giorgio Lavino14 aprile 2010

Io non sto in galera ma a volte mi sento davvero con la palla ai piedi, non libero di muovermi, di fare davvero quello che mi va. Ed un'ora di aria libera a volte mi sembra davvero il massimo dell'aspirazione. Bellissima poesia, davvero molto piaciuta.

Io mi sento sempre di più reclusa e secondina... di me stessa. La parola "dovere" è la mia palla al piede. Ogni volta che vorrei concedermi anche soltanto cinque minuti d'aria, sento sempre il campanellino che mi richiama all'ordine. La mia mamma me lo diceva sempre: "Prima il dovere e poi il piacere". Ma se i doveri continuano ad accavallarsi e a derubarci del tempo, quando arriverà il momento del piacere?

Francesco Scolaro15 aprile 2010

Corpo e anima racchiusi nell'amplesso della vita destinati a convivere in una gabbia temporale costretti a portare sulle spalle tutto il peso e le tribolazioni. La chiusa è l'emblema di questo magistrale pensiero.