ROMA OGGI (stesso elettrico lampo sud)
Se l'occhio vola,
scorre palazzi di verde slavato,
cemento e asfalto da ingoiare.
Ferro e vetro da pensiline nel sole,
scarichi amari,
Grande Raccordo di rondini finte,
vasi secchi da balconi d'infamia.
Occhiali da sole,
in giacche da un milione di lire,
anni novanta,
tasche piene di gesso,
e ancora caldo da ingoiare.
Scheletri di grattacieli,
rimasti così,
nel sudore dei tribunali,
dai fumi di sigarette stanche.
Sequestri e bande,
quartieri dormitorio,
famiglie tutte uguali di corridoi,
magazzini colmi di leopardati.
Bottiglie rotte e polveri sottili,
e ancora polveri da nasi,
di Professoroni,
affaccendati in strade dimenticate.
Roma,
quella degli dei,
dei santoni,
riposta in una scatola,
ha smesso di giocare.
©
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