Anche per me
Temo l'oscurità,
le tenebre dell'anima:
il dolore senza pentimento,
l'orrore spietato della cattiveria sempre gratuita.
Odio la falsità,
la mancanza di pietà e di tenerezza:
i ghigni spenti su labbra paralizzate dalla malvagità.
Non rispetto la perseveranza:
il perseverare senza concessioni,
senza debolezze, senza cedimenti.
Mi fredda la paura di non poter reagire:
guardare in faccia la morte dei sentimenti e
rimanere così, senza reazioni,
agghiacciata, annichilita, vinta.
Aspetto la speranza
Che mi incoraggia ad alzare gli occhi,
la luce che li solletica fino ad aprirli,
un segno che mi spinga in slanci profondi.
Amo l'incompiuto ed incompreso senso della vita,
la bontà semplice senza guadagno,
l'acqua salata di una lagrima versata anche per dolore,
i semi dei girasoli che cadono dopo l'estate,
il sorriso ed il capriccio di mia figlia,
a cui non so quale mondo dare.
Piango per le energie sprecate,
per le risorse umane inutilizzate,
per tutte le cose belle dimenticate,
per tutte le tracce che pensavo indelebili ed invece svanite,
per tutti i sì che avrei desiderato dire
e tutti i no che avrei voluto non ascoltare,
per le porte aperte e quelle chiuse,
perché tutto ha un senso.
Piango per tutti i silenzi muti,
per il perdono che non concedo e quello che non arriva,
per il tempo che passa senza che il canestro sia pieno,
per il tormento di non sapere ciò che si è,
per i sogni rimasti solo sogni,
per gli amici partiti e quelli mai nati,
per le anime perse: anche per me.
©
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Commenti (1)
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Gesuino Curreli16 aprile 2010
E i colori del tempo son colori che cambiano secondo la stagione, noi siamo una minuzia dell'ormone che dentro questa terra penetra a e si pregna. Siamo noi stessi assenso e negazione, siamo una pantomima fuori luogo, dentro il proscenio adusi ad un copione mai completamente detto o recitato, siamo uno schianto misero e il creato ci mette sottosopra con un piccolo sbadiglio se lo accenna. Siamo nel chiaroscuro della pena, dell'ultimo barbaglio di un sorriso, siamo la prima luce dell'aurora, l'acqua che riesce limpida e la vena capace di creare e di produrre. Siamo un miscuglio di non so perché ed è giusto sentire quel che dici, poeta di franchezza alle pendici dell'irrisolto monte della vita, ambasciatore estremo di bontà.
