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Sociale 17 aprile 2010 · lettura 1 min · 4531 letture

Eri un randagio

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Ti salutai come sempre e con gli occhietti tristi m'accompagnasti lungo il sentiero fino al bivio. Tornando indietro assaporavi già felice il mio ritorno. Vagavi senza meta, mi dicevano i vicini, e ad ogni rumore sobbalzavi sulle zampe restando ferma nell'attesa, per qualche secondo, come una statua di marmo. Ma fosti tu a non tornare più. Il mio aspettarti invano ad un cancello e la mia voce rotta in gola mi è dolore. E nel mio cercarti solo orme di sangue sulla neve. Eri poco distante, sotto un faggio, con gli occhi ancora vivi al cielo. Una carezza e lacrime allo sguardo delle stelle sbiadivano il colore dell'orrore. "Pensavamo fosse una iena" dissero i vicini. Ma tu ed io sappiamo chi è stato. Davi fastidio ai suoi canarini ed eri un randagio.
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Commenti (4)

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Vivì17 aprile 2010

Fa male al cuore sapere di queste cose, eppure esistono le persone crudeli che compiono questi gesti così efferati e che rimangono ancor oggi impuniti. Poesia dai toni malinconici e amari molto sentita e per quel che si può dire apprezzata.

Veitla17 aprile 2010

esistono persone violente a volte, penso tante volte al mio cane che scorrazza libero... e mi dico che lui non vorrebbe vivere una vita legato o in casa per paura di morire. Però per fortuna i miei vicini non arriverebbero a uccidere il mio cane per un canarino. Noi però denunciamolo sempre, grazie

s
salvatore falcone17 aprile 2010

nel dolore innocente degli animali, incrociando il loro sguardo, c è qualcosa che oltrepassa il perdono, simile al mistero di un amore SEMPRE incondizionato.

Enrico Baiocchi19 aprile 2010

Una dolcezza infinita, una tristezza che trafigge il cuore, una rabbia nel sentirsi impotenti. Come può l'uomo essere così infame e privo di coscienza? Una lirica che commuove e coinvolge intensamente. Meriterebbe ben più che un voto.