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Sociale 18 aprile 2010 · lettura 1 min · 6473 letture

Morte di un vagabondo

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
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Avvolto dentro un cartone dorme un barbone. Sogna un diverso destino, angeli nel suo cammino. Passano tre balordi, osservano il vagabondo. "Ragazzi la notte da i brividi e... non è ancora finita". Hanno il cervello offuscato, il cuore senza coscienza, il nulla nella loro esistenza. Deserta è la città, non c’è anima viva nell’oscurità. Ci sono soltanto... tre balordi. Per provare una nuova emozione danno fuoco al barbone. Di lui fanno un bel falò. Cosa hanno in testa? Proprio non so.
#Noia#Vita#Morte#Cuore#Vigliaccheria
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Capita spesso che dei barboni vengono bruciati da balordi senza neuroni nel loro cervello. E’ forse la società che non riesce a educare questi ragazzi, o la famiglia o la scuola? Forse si da troppo a questi giovani nel senso materiale del termine, ma non si da quello di cui hanno realmente di bisogno e cioè l’educazione al rispetto per gli altri e al rispetto per la VITA

L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Commenti (10)

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s
salvatore falcone18 aprile 2010

con la semplicità di un serafino e la musicalità di un ruscello questa poesia giunge al cuore con compassione, rabbia e impotenza verso questi ragazzi( balordi) così VUOTI dentro.

Matteo Cotugno19 maggio 2011

brava, una bella poesia su di un tema sociale che è stato di cronaca nera... giovani senza cervello e annoiati dalla vita non sanno darsi emozioni più forti se non in un omicidio... per giunta vigliaccamente sui più deboli... meriterebbero una punizione esemplare con tante aggravanti e non attenuanti come spesso accade facendo risaltare l'uso di alcool e droga, aggravanti per la nefandezza di accanirsi contro gli ultimi della società

Lidia Filippi8 settembre 2012

In questa società che sembra avere smarrito la bussola, accadono anche queste cose riprovevoli... Cosa cercano quasti balordi? Cosa vogliono? Non c'è risposta. Bella poesia, un'ulteriore denuncia della povertà morale del nostro tempo

Angela Fiore8 settembre 2012

Versi tristemente belli che graffiano il cuore raccontando una brutta realtà...molto piaciuta!

G
Giancarlo Fiaschi9 settembre 2012

Fa male pensare, che un essere umano, possa arrivare a tanto... sfogare i propri istinti bestiali su un indifeso...è un gioco... che degrada l'uomo: gli toglie l'anima. Quanti nostri giovani... bruciano il proprio cervello... e si ritrovano aguzzini nel vile tranello, nel far violenza e toglier libertà...non perdono loro soli, ma svilita è tutta la società... Versi belli e musicali, che fanno riflettere!

Annamaria Gennaioli9 agosto 2013

Versi che risaltano una realtà balorda. La malvagità che si fa forte della debolezza, trasforma il tutto in una tragedia... Bella poesia...

Grazia La Gatta9 agosto 2013

Chi arriva a tanto orrore, dell'umano non ha proprio nulla, c'è soltanto un cuore vuoto e l'assenza di coscienza. Bei versi su di un tema serio e di triste realtà.

carla composto9 agosto 2013

brava la poetessa che riesce a sensibilizzare il lettore per quanto egregiamente scrive... lirica di spessore molto bella

emmalisa lucchini13 agosto 2013

un tema che sento forte ...la Poetessa con questi versi ha sollevare il problema ha ridato dignità a queste persone. Malvagi esseri che nemmeno bisogna chiamare "persone" sfogano i loro istinti, infieriscono... Grazie all'Autrice che con grande sensibilità riesce a trasmettere emozione fino alle lacrime... Molto apprezzata

D
Delinquente29 agosto 2013

Bellissima poesia di rimprovero ad una società che si volta da un'altra parte per non vedere. I Clochards ci sbattono in faccia la società che siamo "ognuno per sé niente per te" "Sei stato sfortunato sono cavoli tuoi" "Tratta il prossimo tuo come te stesso? Tu barbone non c'entri"