Dialogo con un ragno
Hariseldom
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Il tempo è una ragnatela
che dipinge una trama
sul soffitto della chiesa
della Santa Illusione.
E tu ragno
che mi guardi
con le zampe indaffarate,
dimmi se domani
il cielo
perderà la polvere di quel
vulcano lontano.
E quel ragno
con un ghigno sottile,
anarchico frutto
di un tempo ineguale,
mi disegna una a al centro
di quella tela,
mentre le campane
suonano il vespro dell'llusione.
E c'è pioggia
nell'ara
di una primavera
nuda e scettica
e c'è pioggia
nell'aria
di una domenica
ottagonale.
Il ragno
libero uccide senza amore
e gode di un moscerino
troppo stupido
per capire
che la vita e la morte
sono pagine di una vita
nel vuoto di una equazione
a incognite infinite.
E ti chiedo ragno
se questo mia follia
ha gli occhi di una donna
o di un guerrigliero
perso a Las igueras
sotto una palma d'angoscia.
E il ragno disegna
sulla tela
il volto di una madonnna
con una lacrima agli occhi.
Intanto il vulcano
getta cenere
sulla mia fronte
nella chiesa
della Santa Illusione
e io strappo quella tela
con un sigaro cubano
spento da molto tempo.
Il ragno
si allontana
mentre una campana
suona l'ora
nona.
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