Gigante di tuoni
Nando Caturano
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Un massiccio mi sta
davanti agli occhi.
Da bimbo.
Taburno: gigante di tuoni,
mansueta essenzialità distesa,
ombroso stregone della valle.
C'intendevamo così bene un tempo.
Ti sorridevo.
Tu eri tu: gigante di tuoni
aggrappato alla terra come una sicurezza.
Ti sorridevo e t'amavo
siderale groppone di rocce arse.
In queste notti invece vedo un estraneo
Non riconosco più i sentieri, i cigli, le scalate
Evidentemente te ne sei scrollato.
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L'autore
Nando Caturano
L’artista? Chi è? Un professionista dell’arte? colui che rende riconoscibili i propri pensieri a chi possa esprimere un giudizio? O è piuttosto l’uomo della strada? il quale inavvertitamente viene investito da flash, squarci su di se e sul mondo, che poi gli sfuggono perdendosi nella routine quotidiana? Io mi
Commenti (2)
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Giorgio Lavino20 aprile 2010
Al Monte Taburno sono legato con molti ricordi. Ci andavo spesso da piccolo con i miei zii. Bella poesia ricca di immagini e piaciuta davvero tanto
F
Francesco Fabris Manini21 aprile 2010
Bei versi, sobri ed intensi, trasmettono sensazioni piacevoli cui partecipare con spontaneità ed immediatezza. Piaciuta

