Partita a carte
Alfredo Mercutello
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esiste un punto...
lontano nel tempo
dove la vita è inversamente proporzionale
al quadrato della distanza che intercorre
tra la nascita e il secondo quarto di secolo da vivere
i conti a volte non tornano
per via della pila nel cervello
che si sta per esaurire...
col pallottoliere non si sbagliava
due palle a me due palle a te
meno le mie più le sue
un ammasso confuso di palle
esiste un punto...
lontano nel tempo
dove la vita è direttamente proporzionale
al quadrato della distanza che intercorre
fra me e la riuscita delle mie passioni
diviso radice cubica
di tutte le paranoie mentali
che a flotte assediano la mia serenità
come vorrei che giocassimo a carte
e che per una volta contare come il due di denari
quando regna bastoni mi conducesse alla vittoria
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Commenti (2)
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Crepax7320 aprile 2010
Mi è piaciuta molto stavo per cambiare pagina e l'ho vista. Un'amara riflessione che odora di un'ironia nera in cui il linguaggio quasi "matematico" dona alla poesia un'originalità rara.
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X Bruna Rossini21 aprile 2010
La parte matematica è un diversivo accattivante, inutile perdersi a cercare se effettivamente abbia una logica, trascina verso il concetto chiave di questa poesia... il perseguire le proprie aspirazioni in una "vita/gioco" dove partiamo perdenti.

