Fuggo e mi volto
Mentre aspetto la sera
mi assale la voglia
di riascoltare il cuore domato.
Un regalo inatteso
a me che sono lontana
a me che sono di un altro
un regalo conferma
che siamo calamite
alla distanza limite.
Ho occhi annoiati
da stabilità che cerco
solo per gettarla via.
Non sarai il prossimo.
- Scale o panchina?
- Scale, stesso gradino
è bello averti vicino.
Parli di te, con parsimonia
vedo quel che dici
come animazione
ti guardo dentro
come un'emozione,
indichi una ferita,
mi avvicino per trovarla
e il tempo si ferma,
sento calde labbra
mordermi, passa un secondo
in un minuto,
...ma era solo un sogno,
un desiderio.
Il rischio mi allontana,
mi confonde, scappo via
ma mi volto cento volte,
non ti perdo di vista
sei una bussola rotta
sei libertà e illusione.
Tu urli ora che io tremo
mi manchi, e son solo sedici ore
la tua solitudine mi tortura.
Io ho scelto la maturità
di un amore che non fa tremare
che procede lento e lineare
che è un cantiere coperto di rose
non fa tremare, non fa tremare,
non fa tre- ma- re-.
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Commenti (2)
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Stefano Sivo22 aprile 2010
Solitamente quando le strofe si moltiplicano il mio interessa scema... ma questa tua cattura... cattura a dismisura e coinvolge, avvince e strugge... come un racconto che vorresti divorare per giungere all'epilogo... ma perché poi scegliamo sempre un amore che "non fa tre- ma- re"...una poesia stupenda... unica!
Antonio Biancolillo29 aprile 2010
...sei libertà e illusione... e mi giro cento volte... Storie diverse... e la mia storia è la tua... mondi paralleli per incontrarsi sui binari dove vanno a finire le altre che non contano fatte di ombre e sogni che mi seguono ormai e mi prendono per mano... Piaciuta tantissimo...

