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Introspezione 22 aprile 2010 · lettura 2 min · 3432 letture

Autostrada

laura marchetti 255 poesie pubblicate
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Quante volte ho sognato dall'alto del ponte quella vita che correva su ruote, giù nell'autostrada immaginando di fuggire con essa senza tornare indietro O seduta su una fredda panchina fra i binari di un treno che non ho mai preso, che si è allontanato con i miei sogni Ho misurato sempre ogni passo e se la mia fantasia ha le gambe lunghe, il coraggio, quello, le ha corte Il tempo non ci cambia... E continuo con la mente ad osare voli avventurosi, a scalare vette irraggiungibili Poi mi guardo e mi trovo sempre là in fondo, a girare sempre la stessa rotatoria, lo stesso angolo, dove mi nascondo per sfuggire ai pensieri e da una voglia irrefrenabile che non si è mai impossessata della mia volontà È buffo pensare da gabbiano per poi ritrovarsi formica, a trasportare granelli di vita, lentamente, fino alla fine C'è un tunnel là sull'autostrada vedo le auto entrare e sparire, inghiottite... E' questo che mi manca la capacità di vedere o solo il coraggio di immaginare cosa c'è oltre Il rumore di un aereo che passa e con lui, i miei pensieri
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L'autore
laura marchetti

Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha

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Commenti (3)

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Salvatore Ferranti22 aprile 2010

Poesia molto profonda. introspezione che parte dal paesaggio naturale, per poi diventare riflessione, viaggio interiore, uno scavare nell'anima e nel cuore, alla ricerca di una risposta. è il coraggio quello che spesso manca, e da questo nasce la tortura dei rimpianti. versi meravigliosi che mi hanno molto colpito. poesia apprezzata e condivisa.

A
Antonio Terracciano22 aprile 2010

Condivido il contenuto della poesia: troppo spesso noi viaggiamo soltanto con la nostra immaginazione. Eppure, eppure ... a volte basterebbe fare solo un passo per fare cambiare la nostra esistenza: "Il suffit de passer le pont", cantava Georges Brassens.

P
Pp23 aprile 2010

Bellissima, versi che catturano e si leggono col fiato in gola. Introspezione in una maniera disarmante, avendo il coraggio di mettere su carta le proprie debolezze, che poi non sono... Ognuno alla fine trova il proprio percorso. da lode!