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Fantasia 23 aprile 2010 · lettura 1 min · 2214 letture

Perplessità

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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M'adagio in questo scanno di nodi soffici agevoli ad essere slegati E le mani acciuffano poche ma essenziali certezze Allora esisto ancora Anche se non ricordo più i giorni scaduti che hanno segnato le mie speranze Allora cammino ancora Su questi passi è rimasto scritto un nome Forse è il mio Allora m'indigno ancora Anche se la mia voce non sempre ha il coraggio di ridire
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (5)

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Silvia De Angelis23 aprile 2010

Momenti di perplessità che capita di vvere e rendono incerti, anche nei pensieri più profondi... sono attimi passeggeri Lirica molto gradita

Clara Gismondi23 aprile 2010

I giorni scaduti assotigliano le speranze le scacciano là da dove sono arrivate lasciandoci soli a camminare (ma la vita spesso è proprio questo se ci pensi... un camminare da soli) per ritrovarci, scoprire che esistiamo e con questo anche le emozioni si delineano nuovamente forti. La canzone e la poesia si completano a vicenda... Molto belle entrambe!

Danielinagranata23 aprile 2010

Poesia molto sentita una delle più belle lette oggi da avvolgere in un bel fiocco rosso

Calogero Pettineo23 aprile 2010

...ed a volte il silenzio ci tempra in quei momenti che vorremmo gridare, dare sfogo alle nostre ansie, ma la voce ci rimane in gola e forse è meglio cosi. Versi splendidi e condivisi.

No, Giorgio, il tempo non scade mai. Per fortuna non è uno Yogurt. Cambiano le modalità con cui ci si indigna, con cui si protesta... forse non abbiamo più la voce adatta per ruggire, ma anche il gatto sa incutere paura, quando ringhia... e lasciatelo dire da una che ne ha tre...