Il Vampiro nella mia poesia
Le poesie più belle
sono scavate
su cuore annientato,
violato, umiliato
deriso e quasi ucciso.
Se il ruggito della tigre,
nell'aorta accoccolata,
si fa miagolio di micio
con la fame saziata,
allora la mano scivola,
arresa,
dal foglio bianco
al corpo che ci dorme accanto.
Allora addio versi e rime:
dieresi e aferesi di metrica,
ossimori e climax di retorica, addio.
Penna ferma e foglio intonso,
così passerà giorno dopo giorno.
No!
Rivoglio la tigre che graffia,
che squarcia,
che spacca la cava e addenta l'aorta,
e torna a nutrire di sangue e follia
il vampiro nella mia poesia.
©
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L'autore
Manuela Mori
Nata il 4 Luglio 1957, è sposata senza figli. Laureata in Lettere moderne presso l'Ateneo di Pisa, da trent'anni lavora presso un'azienda privata del Centro Italia, come responsabile del settore contabilità e bilancio. Scrive versi per diletto. Alcune sue poesie state selezionate dal giornalista Aldo Forbice per il co
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